Studio | Smart mobility e trasformazione del lavoro. Impatto economico ed occupazionale in Italia (2026)
La smart mobility non si esaurisce nell’introduzione di tecnologie digitali nei trasporti: segna un passaggio da una mobilità meccanica a una intelligente, che investe i piani tecnologico, ambientale, comportamentale e istituzionale. Lo studio realizzato dall’Eurispes dal titolo “Smart mobility e trasformazione del lavoro. Impatto economico ed occupazionale in Italia” ne ricostruisce il quadro globale ed europeo, dove la competizione sull’auto elettrica coinvolge l’intero ecosistema produttivo e la Sustainable and Smart Mobility Strategy dell’Ue indica tre assi: sostenibilità, mobilità intelligente, resilienza e competitività. Segue l’analisi del caso italiano, caratterizzato da elevata motorizzazione privata e forti divari territoriali, ma anche da segnali di cambiamento post-pandemia legati a smart working, e-commerce e servizi digitali. Viene quindi misurato l’impatto sulle PMI e sull’occupazione nei comparti dell’automotive, del trasporto pubblico locale, della logistica e dell’ICT, dove lo skill mismatch rappresenta il principale fattore critico. Emergono inoltre nuove fragilità, che riguardano anziani, aree interne e rurali e lavoratori a basso reddito. I casi di Torino, Bologna e Milano e il benchmark con Spagna, Paesi Bassi e Danimarca mostrano che non esiste un modello unico, ma che le esperienze più avanzate trattano la mobilità come un ecosistema. La transizione diventa leva di competitività, sostenibilità e coesione solo se innovazione, politica industriale, formazione e inclusione procedono in modo coordinato.
