L’industria italiana: declinismo o declino? 2005

L’analisi di lungo periodo sul trend della produzione dell’industria italiana, pubblicata nel Rapporto Italia 2005, segnala che vi è un calo della produzione industriale generalizzato (l’indice generale degli ordinativi totali segna, nel periodo 2000-2004, una flessione di 7,9 punti) ed ha investito sia i settori a basso come quelli ad alto valore aggiunto: nel dettaglio, si sono registrati sensibili diminuzioni nei settori pelli e calzature (-15,6 punti), apparecchi elettrici e di precisione (-20,7), mezzi di trasporto (-22,6), mobili (-6,3). Il dato più allarmante è quello dell’andamento della produzione industriale che, destagionalizzato, e cioè confrontato a pari numero di giornate lavorative, mostra un calo dello 0,4%. Si tratta di dati ancora provvisori che potranno essere corretti ai primi di marzo, ma risulta chiaro che l’economa italiana è ferma e anche la maglia nera all’interno dell’Europa, dove gli altri grandi Paesi, anche quelli in difficoltà come la Francia e Germania, hanno comunque mostrato una crescita del reddito intorno al 2%, e comunque migliore di quella dell’anno passato. La perdita di competitività del nostro sistema è sicuramente la causa della recessione che ha colpito l’Italia, alla quale va aggiunto il crollo dei consumi seguito alla perdita del potere di acquisto dei ceti medi. La piccola e media impresa che per anni ha rappresentato il settore trainante della nostra economia e quello che negli anni precedenti aveva saputo resistere ed assorbire gli effetti della recessione, non sembra oggi più in grado di continuare a sopportare gli effetti del crescere della pressione internazionale, aggravato dall’assenza di un progetto industriale a livello di sistema Paese.

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Indice

Contenuti

 

Premessa

 

Il quadro internazionale

 

L’occupazione nell’industria, un indicatore territoriale delle dinamiche dell’industria italiana

 

Conclusioni

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