Criminalità, sicurezza e devianza giovanile a Napoli: analisi di un distretto criminale complesso 2004

La difficile situazione economia è la causa principale della criminalità a Napoli: lo dichiara il 28% dei partenopei. Seguita dalla mancanza di una cultura della legalità (19,7%) e del disagio sociale (19%). A ciò si aggiunge poi l’insufficiente presenza delle Istituzioni dello Stato (13,7%), le pene poco severe e le scarcerazioni facili (9,5%), il potere delle organizzazioni criminali (4,5%) e le scarse risorse a disposizione delle Forze dell’ordine (2,7%). Inoltre la microcriminalità è stata definita dal 47,4% dei napoletani come l’emergenza più grave nella città nell’ambito della criminalità. Anche la Camorra è stata citata da molti (23,4%), seguita dalla violenza minorile (9,8%) e dal traffico di sostanze stupefacenti (8,6%); in percentuali inferiori i cittadini hanno invece indicato l’immigrazione clandestina (4,7%), la pedofilia (1,6%), i crimini ambientali (0,6%) e la prostituzione (0,4%). Mentre più di due napoletani su tre, il 67,9%, ritengono molto diffusa tra i giovani l’abitudine a girare armati di coltello. Il 70% poi si sente poco o per niente sicuro ad uscire da solo nel quartiere in cui vive nelle ore serali; ed il 26,9% si sente poco o per niente sicuro a farlo di giorno. Questi, alcuni dei dati più eclatanti che emergono dall’indagine sulla percezione della legalità e della sicurezza tra i cittadini partenopei, contenuti all’interno della ricerca realizzata dall’Eurispes.

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Indice

Contenuti

 

Capitolo 1

Le caratteristiche della criminalità in Campania e nel distretto criminale complesso di Napoli

 

Capitolo 2

La criminalità minorile tra devianza tradizionale e disagio dell’agio

 

Capitolo 3

La camorra: un fenomeno urbano di massa

 

Capitolo 4

Rilevazione campionaria: la percezione della legalità e della sicurezza tra i cittadini napoletani

 

Appendice

Indicatori socio-economici della realtà campana

 

Le interviste

 

Bibliografia

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