Libro bianco sulla mobilità e i trasporti in Italia

Con questo primo rapporto sulla mobilità e i trasporti si è voluto innanzitutto fornire una fotografia del fenomeno dello sprawl urbano in Italia, mettendolo a confronto con lo stesso fenomeno  che si sta ampliando e diffondendo nel mondo e che nei prossimi venti anni riguarderà il 70% della popolazione mondiale. Sulla base dei dati raccolti ed elaborati dai ricercatori Eurispes, si è analizzato l’impatto economico, sociale ed ambientale che questo fenomeno sta generando nelle popolazioni e nelle aree urbane di tutto il mondo. Dai risultati  delle analisi effettuate si evince che Il fenomeno dello sprawl urbano, sinonimo di crescita rapida e disordinata delle città, è la causa e non l’effetto delle complesse e pesanti problematiche che sono state descritte ed analizzate e che hanno come effetto più evidente la congestione dei trasporti urbani. Congestione dovuta essenzialmente all’aumento del trasporto privato generato dall’insufficienza di soluzioni politiche collettive che possano fare fronte alla aumentata domanda di mobilità.
L’uso del trasporto privato necessita di aree di parcheggio che riducono gli spazi destinati alla viabilità e contribuisce in maniera determinante alla caotica congestione delle aree urbane con la conseguente perdita del controllo dei flussi di traffico.
Un esempio emblematico di buona pratica ci è fornito dalle tre città occidentali più visitate al mondo: Londra, New York e Parigi. Quelle amministrazioni, nell’applicazione di questa teoria, hanno portato avanti, con determinazione, la politica di eliminare i parcheggi dalle aree pubbliche critiche, avviando, di fatto, un ciclo virtuoso che ha reso più efficiente e fruibile il servizio di trasporto pubblico, generando enormi risparmi economici e rendendo la città più vivibile. Il caso di Londra è particolarmente interessante per i risultati ottenuti, poiché, avendo agito appropriatamente nelle aree di maggior interesse commerciale della city, ha raggiunto un alto grado di attrattività urbana sia per gli aspetti commerciali che per quelli turistico/well being, collocandosi al primo posto tra le città  occidentali più attraenti e visitate al mondo.
Le grandi aree metropolitane, per fronteggiare gli effetti negativi dello Sprawl Urbano, debbono chiedere un contributo a quelli che vengono definiti i due convitati di pietra di questo primo rapporto: un nuovo modello di governo dello sviluppo urbano con una regolamentazione dell’uso del territorio ed un nuovo modello culturale di coesistenza ed integrazione, ponendo le persone al centro  di un processo di ridefinizione dei principi di un più sano patto di cittadinanza. È stata infine ravvisata l’esigenza di fornire un “modus operandi” concentrato sulle criticità e sulle linee di sviluppo che, nel breve medio periodo, possano trovare soluzione ed essere intraprese con  priorità, dinamiche di sistema, evoluzioni tecnologiche, esigenze commerciali e di qualità: il tutto per poter suggerire alla nazione sensibilità ed opportunità altrimenti inespresse che vadano a soddisfare, in maniera condivisa, le reali esigenze del sistema Paese.

 

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