La criminalità in Italia 1992

La pubblicazione dei risultati di questa indagine segue di poco l’efferata strage in cui ha perso la vita il giudice Falcone, un massacro che ha suscitato un ondata di sdegno nel Paese che trova dei precedenti soltanto nell’assassinio del generale Dalla Chiesa ed in quello ancora più lontano di Aldo Moro. In questo contesto, risulta a dir poco evidente come l’emergenza criminale si ponga ormai al primo posto tra le questioni da affrontare, anche se a tutt’oggi non si riscontrano segnali particolarmente indicativi di una riscossa democratica ed istituzionale. Quel che invece non si può far a meno di notare è il montante stato di insoddisfazione e di sfiducia nelle Istituzioni tra i cittadini sia delle regioni colpite dalla cancrena mafiosa sia del resto del Paese. La “crisi mafiosa” tende infatti a sovrapporsi alle altre due grandi questioni che caratterizzano attualmente lo stato di malessere del Paese: la crisi delle forme della rappresentanza politica ed il debito pubblico, che ha ormai raggiunto livelli astronomici.
Questa indagine, mirata ad accertare l’atteggiamento degli italiani nei confronti della “questione criminale”, ha però il pregio di essere stata realizzata prima dell’assassinio di Falcone: non risente quindi dell’ondata di sdegnata emozione che ha attraversato un Paese concentrato sulla elezione del nuovo Capo dello Stato, privo di un Governo, indebolito dal vuoto istituzionale e da un assetto parlamentare in preda ad una sorta di “sindrome polacca”, atomizzato in una miriade di partiti e partitini, di veti e contro veti.

 

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Indice

 

Introduzione
di Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes

Nota metodologica
La struttura del campione
Gli italiani e la criminalità
La lotta alla criminalità
Le Forze dell’ordine
La magistratura
Prevenzione e repressione
Analisi conclusiva

Capitolo 1. Il dato generale
1.1 Le cause
1.2 Le contromisure

Capitolo 2. Il dato scomposto
2.1 Gli atteggiamenti per fasce d’età
2.2 Le categorie professionali
2.3 Il livello di scolarizzazione

Capitolo 3. Due Paesi ed un solo timore
3.1 I “Riflessivi”
3.2 Gli “Impulsivi”

 

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