Previdenza precaria 2002

La sostenibilità macroeconomica e gli effetti redistributivi infra e intergenerazionali rappresentano le variabili più difficili da valutare nella analisi delle politiche di riforma del settore pensionistico. Non è semplice conciliare equità e sostenibilità del sistema previdenziale alla luce di trend, demografici ed occupazionali, non in grado di assicurare il necessario equilibrio fra contribuzioni e prestazioni. Calo demografico ed invecchiamento della popolazione costituiscono una combinazione esplosiva che potrebbe compromettere il modello di solidarietà intergenerazionale, a causa di impegni pensionistici insostenibili in termini sia di costi che di durata.
Un’aggravante di tale problema è rappresentata dalle rapide trasformazioni del mercato del lavoro e dal cosiddetto “nomadismo” occupazionale di una porzione sempre più consistente di lavoratori, obbligati a cambiare in continuazione settore produttivo e attività nel corso della vita professionale. Ciò renderà sempre più difficile la realizzazione di carriere lavorative regolari e continue dal punto di vista della contribuzione previdenziale. In tal senso, è evidente la necessità di ripensare i tradizionali meccanismi ed istituti previdenziali se si vuole assicurare un’adeguata copertura anche a favore delle generazioni più giovani, evitando che l’aumento della flessibilità nel mercato del lavoro si traduca in una precarizzazione dei diritti o addirittura in una loro negazione.

Introduzione

Il futuro della previdenza: è ancora possibile conciliare equità e sostenibilità del sistema previdenziale?

Per visualizzare i documenti nella versione integrale è necessario effettuare l'accesso come utente registrato

Utenti collegati esistenti