I providers e i diritti dei minori 2001

Dall’indagine condotta su un campione rappresentativo sul territorio nazionale di alunni delle scuole elementari emerge che un milione e mezzo di bambini utilizzano abitualmente il computer (65,4%) e 350mila (15,4%) navigano in Internet. L’informatica nelle scuole potrebbe bilanciare le disparità territoriali ancora rilevanti ed avvicinare un numero maggiore di bambini alle nuove tecnologie. Bisogna però compiere un’attenta analisi dei problemi pratici che il suo utilizzo nelle scuole comporta. In primo luogo va affrontato il problema dell’alfabetizzazione informatica degli insegnanti e il loro atteggiamento nei confronti dell’informatica.
Quando si pensa al binomio ‘bambini e Internet’, si pensa, purtroppo, quasi subito, al problema della pedofilia. Il punto è quanto sia ragionevole, e da quale punto in poi sia eventualmente dannoso, proteggere i bambini che accedono a Internet. La nostra analisi porta ad affermare che introdurre una qualche forma di controllo in Internet è estremamente complesso. È possibile cercare di realizzare un compromesso fra l’esigenza di proteggere i diritti dei bambini e il desiderio di censurare il meno possibile, e in che modo? Un buon modello per Internet è un adulto che supervisiona e istruisce il bambino alla autoresponsabilizzazione. La vera sfida del futuro immediato è dunque quella di educare a Internet i genitori, e non solo loro.

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