Rapporto sugli omicidi in famiglia primo semestre 1994

La società attuale richiede agli individui sempre maggiori sacrifici e rinunce: a molti dei propri appartenenti è infatti negata la possibilità di costruire un proprio futuro autonomamente gestito attraverso il lavoro, e di poter quindi soddisfare i “bisogni primari” di autonomia e sicurezza. Questa incertezza è divenuta un “fattore di rischio”. Così l’individuo, stretto tra una società che tende ad escluderlo e una sfera familiare che non riesce più a fornirgli solide e stabili sicurezze, sempre più spesso scarica la propria aggressività in maniera improvvisa, violenta, e proprio contro le persone che più gli sono vicine. Nell’analisi quantitativa dei casi di “omicidio in famiglia” elaborata dall’Eurispes attraverso un’accurata analisi della stampa sono stati considerati “omicidi domestici” oltre a tutti quelli consumati tra parenti, anche gli episodi ad essi assimilabili, ovvero gli omicidi compiuti dai partner delle vittime o dai loro conviventi al momento del fatto o precedentemente ad esso. Il campione è costituito dai casi che si sono verificati nei primi sei mesi del 1994 e i risultati emersi possono considerarsi rappresentativi almeno delle principali uniformità tendenziali che caratterizzano il fenomeno.

 

Introduzione

La violenza tra le mura domestiche

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