Fondazioni: capitalismo dal volto umano o capitalismo assistito? 2002

È diffusa l’idea che il settore no profit sia chiamato a svolgere una funzione supplente nei confronti di uno stato sociale privo di risorse. Nel nostro Paese, infatti, il fenomeno della crescita delle organizzazioni di utilità sociale e senza scopo di lucro si evolve parallelamente alla crisi del settore pubblico e del centralismo politico-amministrativo. Una materia delicata, quella delle fondazioni di origine bancaria. Troppo specialistica per varcare – se non in rare occasioni – la pagina economica dei quotidiani, eppure capace di catalizzare attorno a sé alcuni dei grandi temi della politica italiana degli ultimi anni: privatizzazioni, crisi del welfare, sussidiarietà, devolution, ecc. Le fondazioni di natura politica, invece, sono nate recentemente, in Italia, sul modello dell’esperienza americana, dove da tempo sono all’opera think thank, che non sono semplici istituti di ricerca e di riflessione sulle politiche pubbliche. In questo genere di fondazioni, la rilettura del passato storico-politico e l’analisi dell’attualità sono sempre finalizzate all’operatività e alla produzione di strategie di intervento nella vita pubblica del Paese; sono laboratori culturali dove vengono sintetizzate le nuove idee da immettere nel dibattito politico.

Per rappresentare questa articolata realtà , l’Eurispes ha realizzato uno studio per chiarire quali e quante siano le fondazioni nel nostro Paese e quali le loro effettive prerogative.

 

 

Indice

Indice
Solidarietà o liberalità? 
Che cos’è una fondazione 
Le fondazioni alla prova dei fatti 
Un ibrido chiamato fondazione bancaria 
I numeri delle fondazioni bancarie 
Le ri-fondazioni politiche 
Conclusioni

 

Introduzione

Quali, quante e come operano le fondazioni nel nostro Paese

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