Materie prime critiche | Dipendenze strutturali, vulnerabilità delle filiere e implicazioni geopolitiche (2026)

La crescita della domanda di litio, rame, nichel, cobalto e terre rare sta rendendo le materie prime critiche (MPC) una sfida industriale centrale, non tanto per scarsità geologica quanto per i tempi necessari a trasformare le risorse in offerta disponibile. Nel 2023 il commercio mondiale di MPC ha toccato 1.925 miliardi di dollari, con oltre 770 miliardi legati alla transizione energetica. Secondo l’IEA la domanda di litio potrebbe crescere del 242% entro il 2030 e del 794% entro il 2050, mentre il rame, pur con tassi inferiori, richiederà milioni di tonnellate aggiuntive data la sua base di consumo già elevata (26,7 milioni di tonnellate nel 2024). L’offerta resta rigida: un nuovo progetto minerario richiede 10-15 anni, cui si sommano gli impianti di raffinazione. Il controllo industriale si concentra soprattutto nelle fasi intermedie: la Cina detiene l’80-90% della raffinazione delle terre rare e oltre il 90% per la grafite delle batterie, rendendo la diversificazione estrattiva insufficiente da sola. L’Ue dipende quasi al 100% dalle importazioni per litio, terre rare, magnesio, niobio e titanio, ed è lontana dagli obiettivi del Critical Raw Materials Act per il 2030 (10% estrazione, 40% trasformazione, 25% riciclo), fermandosi oggi al 3-5% di estrazione e 10-15% di trasformazione. L’Italia estrae solo fluorite e feldspato in 76 miniere attive, ma ISPRA rileva un potenziale in Sardegna, Toscana, Lazio, Piemonte, Liguria e aree alpine, oltre a circa 900 siti storici dismessi. Nel 2023 sono state raccolte 510.000 tonnellate di RAEE, con tasso di riciclo dell’84,2% e recupero complessivo del 93,9%, sebbene il recupero effettivo delle MPC resti limitato dalla complessità tecnologica. La sfida per Europa e Italia non è l’autosufficienza, ma la riduzione della vulnerabilità tramite diversificazione, capacità industriale e riciclo. Queste alcune indicazioni emerse dallo studio realizzato dall’Eurispes sulle Materie prime critiche.

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