Notizie e appuntamenti – 9 dicembre 2025
Immigrazione e criminalità organizzata: lo sfruttamento dei migranti in Italia prende nuove forme | Studio Eurispes
Caporalato, prostituzione, accattonaggio e persino sfruttamento digitale: sono i quattro volti del rapporto tra immigrazione e criminalità organizzata in Italia descritti nello studio “Immigrazione e criminalità organizzata: le strategie dei sodalizi italiani”, realizzato dall’Eurispes.
L’indagine, che copre il periodo 2019-2024, utilizza un metodo di ricerca innovativo: sono stati combinati strumenti digitali di raccolta dati online con un’attenta analisi qualitativa dei casi di studio. Attraverso un sistema automatizzato di ricerca e selezione di notizie da fonti aperte (open source), sono stati identificati e verificati oltre trenta episodi (casi campione) in cui lo sfruttamento dei migranti è direttamente riconducibile a reti criminali organizzate italiane e straniere. Si tratta di una metodologia replicabile che potrebbe essere impiegata in futuro per ulteriori analisi, scandagliando forme di sfruttamento di altri settori del mercato del lavoro con alto tasso di presenza di migranti. Il report fa emergere i meccanismi attraverso i quali i sodalizi criminali hanno imparato a sfruttare i vuoti normativi e burocratici del sistema migratorio, proponendosi come intermediari occulti tra datori di lavoro e migranti in condizioni di vulnerabilità. Ne risulta un sistema sommerso, ma diffuso, che intreccia economia legale e illegale. Il report è scaricabile online cliccando qui.
Indice di Esclusione sui territori: le infografiche
L’Indice di Esclusione elaborato dall’Eurispes è uno strumento multidimensionale composto da 149 indicatori per misurare, a livello regionale, quanto e come i cittadini fruiscano dei diritti costituzionali nella quotidianità. Per facilitarne la consultazione, alcuni dei risultati più importanti dell’indagine sono stati organizzati in una serie di infografiche scaricabili e consultabili sul sito dell’Eurispes cliccando qui.
Consultabili online gli atti e la videoregistrazione del webinar del Laboratorio sul capitale umano e futuro
Si è svolto lo scorso 25 novembre, l’11° Incontro promosso dal Laboratorio Eurispes sul Capitale Umano e Futuro dal titolo “Innovazione e tradizione: politica, ricerca e sostenibilità. Valutazione dell’impatto generazionale”. Hanno partecipato al webinar Andrea Lenzi, Presidente del CNR ed Enrico Giovannini, Co-fondatore e Direttore scientifico dell’ASvIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile con la moderazione di Benedetta Cosmi, Coordinatrice del Laboratorio. Gli atti e la videoregistrazione del webinar sono disponibili cliccando qui.
Rassegna Stampa Eurispes
Una selezione degli articoli apparsi sulla stampa nel corso della settimana passata nei quali sono menzionati dati o informazioni tratti dal lavoro di ricerca svolto dall’Eurispes, è disponibile e scaricabile online cliccando qui.
DAL MAGAZINE ONLINE DELL’EURISPES*
NEET, anatomia critica di un indicatore statistico che ha creato più problemi di quanti ne abbia risolti
Nell’acronimo NEET (Not in Education, Employment or Training) rientrano categorie umane e situazioni personali molto differenti, che rendono difficile intervenire sul dato reale dei giovani in difficoltà, ovvero di quelli che, come vuole l’acronimo, non studiano e non lavorano. Inoltre, il dato NEET risulta eterogeneo e varia da paese a paese, rendendone complessa una reale stima ad esempio in Ue o in area OCSE: lo stesso giovane può essere un NEET secondo gli indicatori europei e non esserlo secondo quelli del Regno Unito (continua a leggere).
Ucraina: egemonia di una pace possibile
La discussione pubblica intorno al conflitto in Ucraina continua a concentrarsi sulle mappe del fronte e sulle prospettive territoriali. Eppure, dietro la dimensione visibile della guerra si muove una trattativa molto più profonda, che attiene alla struttura economica del paese e alla sua futura collocazione geoeconomica. Nonostante i tentativi di avvicinamento economico con l’Ucraina in atto dal 2007, l’Unione europea appare spettatrice di un dialogo che vede come attori principali Russia e Stati Uniti (continua a leggere).
Vivere in Italia è un valore per sette italiani su dieci, ma le opportunità lavorative spingerebbero a emigrare
Vivere in Italia è una fortuna per il 72% degli italiani, che nei dati Eurispes 2025 individuano le ragioni principali di tale affermazione nella bellezza paesaggistica, nella tradizione artistica e culturale, nella cucina del nostro Paese. Spingerebbero, invece, a lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero, la possibilità di maggiori opportunità lavorative per un italiano su tre, il minore costo della vita (17,1%) e il desiderio di offrire maggiori opportunità ai figli (continua a leggere).