Agromafie. 1° Rapporto sui crimini agroalimentari 2011

Presentato da Eurispes e Coldiretti, il 1° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia, affronta per la prima volta il fenomeno della criminalità organizzata che agisce nel comparto agroalimentare, crea un vero e proprio business parallelo, e finisce per arrivare sulle tavole degli italiani aumentando i prezzi e riducendo la qualità dei prodotti acquistati dai consumatori, danneggiando allo stesso tempo anche le imprese impegnate a garantire gli elevati standard del Made in Italy alimentare. Il reinvestimento dei proventi illeciti anche nel settore dell’agroalimentare, ha come corollario il condizionamento della libera iniziativa economica attraverso attività fraudolente come l’indebita percezione dei finanziamenti nazionali e comunitari, ma anche mediante l’attuazione di pratiche estorsive, imponendo l’assunzione di forza lavoro e, in taluni casi, costringendo gli operatori del settore ad approvvigionarsi dei mezzi di produzione da soggetti vicini alle organizzazioni criminali, influenzando poi i prezzi di vendita.  I risultati conseguiti dalle Forze di Polizia evidenziano come l’intero comparto agroalimentare sia caratterizzato da fenomeni criminali legati al contrabbando, alla contraffazione ed alla sofisticazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti, ma anche dal fenomeno del “caporalato”, che comporta lo sfruttamento dei braccianti agricoli irregolari, con conseguente evasione fiscale e contributiva.
L’idea, il progetto e l’impegno proposti da Coldiretti per combattere questo stato di cose, è la creazione di una filiera agricola, italiana e firmata. In questa maniera il patto di fiducia che si è sicuri di costruire con i consumatori, riuscirebbe a riportare l’agricoltura italiana a ricoprire un posto di primo piano nel panorama economico e all’interno della filiera, con evidenti ricadute economiche e di immagine positive, non solo per l’agricoltura stessa, ma per tutti gli operatori coinvolti o interessati alla filiera agro-alimentare.
La realizzazione del 1° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia è stata resa possibile grazie al contributo scientifico di Coldiretti, Ismea, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Procura Nazionale Antimafia, Agenzia delle Dogane.
Un ringraziamento particolare per il prezioso contributo prestato alla realizzazione della ricerca va a: Raffaele Guariniello, Gennaro Marasca, Vincenzo Macrì, Antonio D’Amato, Giovanni Conzo. L’Eurispes ringrazia inoltre: i Posti di ispezione transfontaliera, gli Uffici di Sanità marittima, aerea e di frontiera, gli Uvac, le Asl (attività ispettiva), l’Arpa, gli Istituti zooprofilattici sperimentali, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, l’Olaf.

 

Indice

Introduzione
“Le cose di Cosa loro”: storia delle Agromafie in Italia

Capitolo I – Le categorie del falso Made in Italy
Commercio agroalimentare dell’Italia
Numeri del falso Made in Italy: l’Italian sounding
Contraffazione alimentare: oltre l’Italian sounding, i barattoli vuoti dell’industria agroalimentare
Le importazioni di prodotti da agricoltura biologica provenienti da Paesi Terzi
Criticità dei dati sul commercio estero: diritto alla riservatezza vs diritto alla sicurezza alimentare
Ogni anno sottratti al vero Made in Italy 51 miliardi di euro
12,5 miliardi di euro, il volume d’affari dell’Agromafia
Conseguenze dell’affermazione del falso Made in Italy sul territorio e per la società
La grande distribuzione organizzata come luogo di riciclaggio del falso Made in Italy
Falsi e frodi alimentari: orientamenti ed indirizzi della giurisprudenza e formazione dei giudici
Reati agroalimentari: attività di vigilanza e responsabilità amministrativa

Capitolo II – Territorio ed imprese verso la filiera corta Agricoltura “multifunzionale”
Distintività in agricoltura come forza del territorio
Una filiera italiana e firmata
Lentezza nel riconoscimento dei progetti di filiera corta

Capitolo III – Strumenti a difesa del vero “Made in” territoriale
Dal protezionismo doganale al protezionismo culturale
Costituzione di parte civile: ruolo di Coldiretti
Azioni collettive a difesa dei consumatori: ruolo di Campagna amica
Sicurezza e volontariato: le “Ronde gialle”

Capitolo IV – Attività della criminalità organizzata nel settore agroalimentare
Strumenti e tecniche di controllo utilizzati dalla criminalità organizzata
Il Racket del mercato e dei prezzi
Le frodi sui fondi comunitari e nazionali
Tipologie di reato connesse con il fenomeno dell’agromafia lette attraverso alcuni recenti casi giudiziari

Capitolo V – La rete dei controlli a tutela della sicurezza agroambientale ed agroalimentare
L’attività della Guardia di Finanza
L’attività dell’Arma dei Carabinieri
Il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute
Il Comando dei Carabinieri per le Politiche Agricole e Alimentari
Il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente

L’attività del Corpo Forestale dello Stato
I Posti di ispezione transfrontaliera (Pif)
Gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (Usmaf)
Gli Uffici veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari (Uvac)
L’attività ispettiva delle Asl
L’attività analitica delle Agenzie regionali per la protezione ambientale e degli Istituti zooprofilattici sperimentali (Izs)
Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari
Il necessario coordinamento degli organismi di controllo della filiera agroalimentare
Terra amara

 


Introduzione

Le mani della criminalità sull’agricoltura e il made in Italy

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