Iljournal.it | Ma i politici si occupano dei “poveri in giacca e cravatta “?

Mio marito ha urgente bisogno di un intervento agli occhi. Ma l’ospedale pubblico al quale si è rivolto non è in grado di soddisfare le esigenze dei pazienti a causa dei tagli alla sanità. Naturalmente se si fa operare privatamente la cataratta gli costa più di duemila euro. Possibile che a rimetterci sono sempre gli stessi? La mia famiglia apparteneva al cosiddetto ceto medio, oggi salviamo in qualche modo la nostra dignità di persone perbene ma siamo già con un piede nella palude dei cosiddetti indigenti.Maura 34”.“La dura realtà che stiamo vivendo stride fortemente con gli scandali della politica, sia nazionale che regionale. Con quale animo andrò a votare fra sei o sette mesi,solo se metto a confronto la folta classe dei corrotti con la foltissima classe dei nuovi poveri? C’è, mi chiedo, qualcuno che si accorge del crescente numero di disperati in circolazione? Ferdinando L.”Due lettere. Le ho scelte fra quante ne ricevo perchè entrambe mettono l’accento sul tramonto del ceto medio e sulle povertà emergenti. Dico subito che i politici, almeno quelli a cui fa riferimento il signor Ferdinando, non si sono accorti della novità. Figuriamoci! Continuano a rubare sotto i nostri occhi e sono convinti di poterlo fare anche dopo le elezioni del 2013. E’ gente che non ha un minimo di sensibilità sociale e dunque perchè dovrebbe preoccuparsi di quei concittadini che oggi, stremati dalla crisi,non hanno più gli occhi per piangere? Ma a parte i corrotti e i corruttori, noi tutti stiamo cambiando stile di vita. Secondo una interessante ricerca dell’Eurispes, il noto istituto di studi sociali diretto da Gian Maria Fara, è la società come tale che sta subendo una metamorfosi.L’Eurispes parla di “società dei tre terzi”, dove un primo terzo è rappresentato da gente ricca, al riparo da ogni possibile sfavorevole conseguenza della crisi, un secondo composto dagli esclusi di sempre, poveri ed emarginati, e un terzo, “i ceti medi, che, avendo a disposizione quote di reddito appena sufficienti, vivono in una condizione di instabilità di precarietà”.Che cosa ci riserva allora l’immediato futuro? “Una minoranza di ricchi e una sterminata massa di neo-proletari”. Intanto, l’area della povertà si alarga ogni giorno di più: due milioni e mezzo di famiglie al di sotto della soglia, ossia circa 8 milioni di soggetti. Altrettante famiglie appena al di sopra della soglia. In totale circa 16 milioni di persone. Non è finita, l’Eurispes calcola accanto a questa massa vera e propria “una quota sempre più ampia di povertà nascosta ovvero di quei poveri in giacca e cravatta che altro non sono che l’ avanguardia dei ceti medi che scompaiono”.


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