Selfie di Donne – Progressiste, ma con riserva

 

Sui temi etici le italiane hanno le idee chiare


Attraverso l’ascolto di un campione composto da 543 donne[1] su tutto il territorio nazionale e rappresentative della componente femminile italiana per età (dai 18 anni in su) e area geografica di appartenenza, l’Eurispes ha cercato di offrire degli spunti di riflessione sulla condizione delle donne nel nostro Paese circa alcuni argomenti “chiave”: lavoro, consumi, stalking, valori e criticità.

Sui temi etici le italiane hanno idee chiare. Per quanto riguarda la tutela giuridica alle coppie di fatto indipendentemente dal sesso, oltre il 71% delle donne si dichiara favorevole, distanziando gli uomini di ben 7 punti percentuali (64,3%). Meno accolta la possibilità di legalizzare i matrimoni omosessuali, tema sul quale le italiane sono divise a metà: il 50,8% si dichiara favorevole (a fronte del 44,9% di favorevoli tra gli uomini) ma un cospicuo 49,2% di esse affermano di essere contrarie.

Più aperte degli uomini, ma ancora in misura marginale (il 31,2% delle donne favorevoli contro il 26,9% degli uomini), le donne sulla possibilità di adozioni per le coppie gay sono ancora reticenti: quasi il 69% delle italiane non si lascia convincere dall’idea di genitori solo al maschile o solo al femminile e resta saldamente ancorato alle figure genitoriali tradizionali.

Un certo progressismo in campo di diritti civili non si traduce in apertura mentale ad oltranza: le italiane sono più frenate quando al centro del dibattito etico vi è il loro corpo, tanto che solo il 36,3% delle donne si dichiarano favorevoli all’utero in affitto o maternità surrogata (rispetto al 40,6% degli uomini favorevoli).

Abbastanza emancipate, ma sempre meno degli uomini, sul ricorso alla pillola abortiva RU-486: le favorevoli raggiungono il 59,7%, ma oltre il 40% delle italiane non è d’accordo sul suo utilizzo. Tra gli uomini il consenso è più ampio (62,7%).

Anche nel caso dell’eutanasia le donne sono poco meno convinte degli uomini ma comunque in maggioranza sostengono favorevolmente il tema del fine vita: il 58,7% delle donne è favorevole alla legalizzazione della “dolce morte” nel nostro Paese (e lo è anche il 61% degli uomini).

E, a larga maggioranza, le donne si dichiarano favorevoli al testamento biologico (71,5%).

Di converso, oltre il 70% delle italiane sono contrarie alla possibilità di scegliere di porre termine alla propria esistenza coadiuvati da un medico: solo il 29,3% si dice favorevole al suicidio assistito, a fronte del 30,5% degli uomini.

Il sì all’utilizzo delle staminali per la ricerca e le cure all’avanguardia è quasi plebiscitario: si dichiarano favorevoli l’82% delle intervistate a fronte del 75,9% degli uomini.

Viceversa, non raggiungono la maggioranza (al contrario dei maschi) le italiane favorevoli alla liberalizzazione di hashish e marijuana (43,6% di favorevoli donne e 50,4% di favorevoli uomini) ma sono curiosamente di poco più aperte alla legalizzazione della prostituzione, per la quale superano il 51,6% dei consensi (a fronte del 63,4% di favorevoli al maschile).

Emancipate e progressiste sui temi etici, frenano quando nel dibattito entra in gioco il ruolo del corpo femminile e i diritti dei bambini: “nicchiano” sulla maternità surrogata ma aprono sulla legalizzazione della prostituzione. E mentre ritengono una necessità regolamentare attraverso unioni civili anche la condizione delle coppie omosessuali, quello dell’adozione resta ancora un tabù.


[1] Per alcune domande il dato femminile è stato confrontato con quello del campione maschile formato da 577 uomini.

Fonte: www.eurispes.eu

 

 

 

 

 

 

 

 

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