Romano, Dipartimento Mezzogiorno Eurispes: smaltimento dei rifiuti in Italia, ancora troppi ritardi, anche al Nord

 

Saverio Romano, Responsabile del Dipartimento Mezzogiorno dell’Eurispes, è intervenuto oggi a Palermo all’incontro promosso da Confcommercio A.N.C.R.A Sicilia e Consorzio Siciliano Raee dal titolo: “Sicilia 2.0 Raee Day – rifiuti da apparecchiature elettroniche ed elettriche. Una opportunità”. Romano ha voluto sottolineare che un modello di sviluppo eco-sostenibile non può prescindere dalla soluzione del problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti che ancora oggi attanaglia il nostro Paese, non solo al Sud, ma anche nelle aree settentrionali.

 

“Un modello di sviluppo eco-sostenibile non può prescindere dalla soluzione – ancora non pienamente trovata nel nostro Paese – del problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.  La disomogeneità dei vari sistemi adottati nelle diverse parti del Paese è un fatto, cosi come un fatto è il primato negativo del Mezzogiorno per quanto riguarda le carenze legate al servizio. Un esempio: la raccolta differenziata dei rifiuti nel Nord Italia è al 64%, al Centro al 49% e al Sud è al 38%. Nelle città dove il servizio di raccolta è peggiore, la spesa per mantenerlo è più alta per le famiglie. Al Nord il 69% dei rifiuti viene bruciato per produrre energia, al Sud il 62% va in discarica. Nel Mezzogiorno gli operatori pubblici del settore sono il 33%, nel settentrione il 66%.

Questi i dati più importanti del Green Book, il Rapporto annuale di Utilitalia (la federazione delle aziende pubbliche di acqua, ambiente ed energia) sulla gestione dei rifiuti in Italia.  Secondo il Rapporto la produzione dei rifiuti in Italia ha ripreso a crescere nel 2016 (+2%), dopo alcuni anni di stabilizzazione, soprattutto a causa della ripresa economica. In Italia la raccolta differenziata ha toccato il 52,5% nel 2016, con le quote già citate per ripartizione geografica. In media al Nord la spesa è stata di 271 euro per famiglia, di 353 al Centro e 363 al Sud. I costi sono più alti dove la qualità è peggiore, cioè dove si fa meno differenziata e dove sono presenti meno impianti.

Con 575 gestori individuati, il settore dell’igiene urbana ha registrato oltre 12 miliardi di fatturato, occupando 90.433 addetti. Gli operatori di piccole dimensioni (con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro) rappresentano il 55% del totale, anche se contribuiscono al solo il 10% del fatturato nazionale. Il 37% del fatturato è generato dal 3% di operatori con un volume d’affari superiore ai 100 milioni di euro. La stima del fabbisogno nazionale di investimenti in raccolta differenziata e nuovi impianti viene valutata in circa 4 miliardi di euro.

Anche secondo l’ultimo Rapporto Ispra il Sud Italia è all’ultimo posto nella classifica dei livelli di percentuale di raccolta differenziata con il 33,6% e la Sicilia è la regione con i risultati più scarsi, solo il 12,8% di raccolta differenziata. Al Nord abbiamo, sempre secondo l’Ispra, il 58,8% di raccolta differenziata, al Centro il 43,8% e il Sud si aggiudica ancora una volta l’ultimo posto con il 33,6%. A livello nazionale, l’obiettivo del 65% stabilito nel 2012 non è ancora stato raggiunto. Tuttavia, rispetto al 2014 c’è stato un leggero incremento che, in ogni caso, non è ancora sufficiente.

Nel territorio nazionale le regioni più virtuose sono il Trentino con il 67,4% di raccolta differenziata, e il Veneto con il 68,8%; seguono le Marche con il 57,9% e infine la Sardegna con il 56,4%. E qui occorre fare una riflessione: su quattro regioni italiane, tra Nord, Centro e Sud, pur trattandosi di risultati positivi, soltanto due del Nord hanno raggiunto pienamente l’obiettivo del 65%. Le città che rappresentano degli esempi virtuosi sono Treviso con ben l’84% di raccolta differenziata, Pordenone con l’81% e Mantova con il 79,9%.

E se questi sono i dati migliori riguardo la riuscita della raccolta differenziata, passiamo ai risultati peggiori: per il Nord abbiamo la Liguria con il 37,8% di raccolta differenziata, al Centro si colloca il Lazio con il 37,5% e al Sud abbiamo, come abbiamo detto, la Sicilia con bassissimi livelli di raccolta che arrivano soltanto al 12,8%. Ma quanti rifiuti produciamo? Le città con una popolazione superiore a 200mila abitanti che producono un maggior quantitativo di rifiuti urbani sono Roma con 1.681.245 tonnellate, Napoli con 502.181 t e Milano con 668.068 t. Dato ancor più preoccupante è che Catania e Palermo sono le uniche due città con più di 200mila abitanti dove la percentuale di raccolta differenziata è in calo rispetto al 2014.

L’Eurispes ha avviato progetti di ricerca e di studio ponendoli al servizio delle Amministrazioni e di società pubbliche e private, ben consapevole che lo sviluppo sostenibile è quello che soddisfa i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità di quelle future di rispondere ai propri. La sostenibilità infatti è un obiettivo raggiungibile, come precisa il 30° Rapporto Italia dell’Eurispes, attraverso l’equilibrio di tre dimensioni: la qualità ambientale, lo sviluppo sostenibile e l’equità sociale (che fonda il suo principio sul rispetto dei diritti umani e l’accesso alle opportunità di sviluppo).

Eurispes intende promuovere, soprattutto nel Mezzogiorno, sinergie e progetti di ricerca e innovazione orientati allo sviluppo di modelli di crescita ecosostenibile, mettendo a disposizione le proprie competenze. È per questo che la questione relativa allo smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) rientra perfettamente in tale prospettiva e per questo una giornata di confronto sul tema, con i partner e con soggetti qualificati diviene di grande utilità”.

 

 

 

Social Network