Ricorso all’eterologa: un diritto individuale inviolabile
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Bene il Manifesto firmato da insigni giuristi e promosso dall’Associazione Luca Coscioni |
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La decisione di procreare riguarda la sfera più intima e intangibile della persona umana e non può essere coercibile laddove non violi altri valori costituzionali. Questo è il cuore della decisone n.162/2014 con la quale la Corte Costituzionale dichiara illegittimo il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40 del 2004. All’indomani di questo ennesimo intervento giurisprudenziale su una legge che sposa una ideologia più che i fondamentali princìpi di diritto, il Ministro della Salute annunciava l’esigenza di emanare nuove norme per la messa in atto della pronuncia costituzionale. Un ulteriore passaggio, quindi, non necessario poiché, a suo tempo, è stata la stessa Corte ad esplicitare che, dopo la pronuncia, non esistesse alcun vuoto normativo da colmare, ma solo una legge da applicare tout court, senza giudizi morali o etici da parte di alcuno. Ecco perché il Manifesto, promosso da numerosi e insigni giuristi insieme con l’Associazione Luca Coscioni, è assolutamente necessario e aiuta a sgombrare il cielo da artificiali nuvole che negano diritti individuali non negoziabili. Non solo, l’applicazione corretta della normativa porrebbe un freno al fenomeno del turismo procreativo verso altri paesi (dove è diventato un importante business) che ha generato negli ultimi anni ingiustificate disparità tra chi ha disponibilità economiche e chi non le possiede. E d’altronde, il ricorso alla fecondazione assistita è ormai una realtà generalmente accettata: secondo le più recenti rilevazioni dell’Eurispes, 7 italiani su 10 la approvano. È vero che il ricorso all’eterologa, in particolare, divide ancora l’opinione pubblica, ma è vero anche che il diritto individuale di scelta è un valore inviolabile che deve poter esprimersi senza condizionamenti esterni.
Andrea Catizone, Direttrice dell’Osservatorio Permanente sulle Famiglie – Eurispes
Fonte: www.eurispes.eu
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