Eurispes: accorpamento della Forestale alla Polizia, il Governo potrebbe valutare una terza via
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Creare una struttura unica specializzata che accorpi tutte quelle strutture che si occupano di ambiente, agricoltura e alimentazione |
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Lo scorso gennaio, durante la presentazione del Rapporto Italia, il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, ha affrontato la questione del riordino delle Forze di polizia e le eventuali semplificazioni attraverso l’accorpamento dei diversi Corpi. Proprio in questi giorni, si sono levate numerose e autorevoli voci contrarie all’accorpamento e la manifestazione di ieri, che ha visto scendere in piazza sindacati, associazioni ambientaliste, parlamentari e cittadini per dire “no allo smembramento” della è la riprova di quanto la questione sia vicina anche alla sensibilità dell’opinione pubblica. Fara ha quindi espresso preoccupazione e allarme circa la possibilità di far confluire il Corpo forestale dello Stato all’interno della Polizia di Stato, nella prospettiva di una razionalizzazione e riduzione dei costi. Ma ha anche indicato una soluzione possibile per ridurre i costi senza perdere competenze, identità ed esperienza. «Abbiamo la sensazione che le ipotesi allo studio possano essere il frutto di una visione miope ed esclusivamente contabile. Se prima di diffondere notizie, che hanno come risultato immediato quello di “destabilizzare” e di “mortificare” l’impegno degli operatori, si procedesse ad una seria analisi dei costi e dei benefici di simili interventi, il Governo ne guadagnerebbe in autorevolezza e credibilità.
Rinunciare all’organizzata presenza sul territorio e alla radicata esperienza del Corpo forestale dello Stato nella difesa dell’ambiente e delle produzioni agroalimentari, soprattutto in questa fase storica, sarebbe un errore gravissimo che non porterebbe alcun vantaggio a nessuno degli attori in campo e neppure alla collettività. Si dirà che l’accorpamento non metterà in discussione l’attività del Corpo che potrà proseguire in forme diverse all’interno di un contesto organizzativo più ampio; ma già quest’apparente semplificazione contiene in sé numerosi elementi di complicazione. Infatti, non è detto che la maggiore dimensione produca anche maggior qualità, così come l’esperienza ha mostrato a seguito degli accorpamenti effettuati all’interno del sistema previdenziale. E neppure sono certi i risparmi ove si consideri che la maggior parte della spesa è assorbita dai costi del personale che, di certo, non potrà essere dismesso. Infine, ultima ma non ultima, non va tralasciata la questione dell’identità e della cultura: peculiarità costruite attraverso un percorso centenario che non possono essere svendute per ottenere risparmi che, per il momento, appaiono essere solo virtuali.
Di contro, in considerazione del fatto che l’Italia esprime un modello di sviluppo per il quale il comparto agro-alimentare-ambientale rappresenta un sicuro volàno di sviluppo economico, sarebbe molto più proficuo accorpare tutte le strutture che si occupano di ambiente, agricoltura e alimentazione: il Corpo forestale dello Stato, il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, i Corpi forestali regionali e provinciali delle Regioni e Province a statuto autonomo, le Polizie provinciali, le Direzioni dei parchi, insieme in un’unica struttura specializzata e culturalmente attrezzata con competenze specifiche nel settore: azione che consentirebbe di perseguire, nelle linee del Governo, notevoli risparmi. Ciò darebbe l’immagine di un Governo seriamente impegnato in una attività di riqualificazione delle politiche del territorio a difesa degli asset che tutti, in Italia e all’estero, considerano strategici per il nostro Paese».
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