Agromafie: i beni confiscati come indicatore
Nei primi sei mesi del 2016 il Consiglio Direttivo dell’ANBSC ha deliberato la destinazione di 140 terreni ubicati per il 48% in Puglia, il 33% in Calabria, il 14% in Sicilia, il restante 4% in Campania e 1% in Piemonte. Quasi totalità dei terreni confiscati ai sodalizi criminali si trovano nelle quattro regioni italiane a forte connotazione mafiosa. Il trend è confermato dai dati contenuti nel “Portale Unico della Georeferenziazione”, una piattaforma web, autonomamente gestita dallo Scico (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza) che consente di rappresentare, su mappe geografiche, le informazioni conferite dai Gruppi Investigazione Criminalità Organizzata e raccolte a livello centrale. Sono 29.689 i terreni rientranti nella disponibilità di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata; oltre il 40% di questi risultano concentrati in Sicilia, mentre la restante parte riguarda soprattutto Calabria (20,4%), Puglia (20,4%) e Campania (9,4%). E’ quanto è emerso alla presentazione del quinto Rapporto Agromafie 2017 elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.