Agromafie: Forestale e Regione Toscana promuovono presentazione del Rapporto sui crimini agroalimentari
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Promuovere il “made in” contro contraffazioni e agromafie |
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PRESENTANO PER LA TOSCANA IL 4° RAPPORTO AGROMAFIE Firenze, 30 Giugno 2016 – ore 16.00 Giunta Regionale, Sala Pegaso
Introduzione Gian Maria FARA, Presidente di Eurispes: L’agroalimentare e il territorio, risorse strategiche da tutelare e valorizzare: origine e attualità del Rapporto Agromafie Interventi Stefano MASINI, Dirigente Area Ambiente Coldiretti: L’olivicoltura: una filiera sotto assedio Giuseppe VADALÀ, Comandante regionale del Corpo forestale dello Stato per la Toscana: Legalità e tutela della qualità del cibo e dell’ambiente Tulio MARCELLI, Presidente Coldiretti: Il Made in Italy delle produzioni agroalimentari, quale marchio di sviluppo nazionale e internazionale Gian Carlo CASELLI, Presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare: L’Osservatorio un modello per la lotta alla criminalità agroalimentare Conclusioni Enrico ROSSI, Presidente della Regione Toscana: Sostenibilità e sicurezza, i valori da coniugare nelle politiche di sviluppo del territorio rurale e montano della Toscana Per info: u.cerimoniale@regione.toscana.it – coor.toscana@corpoforestale.it
L’Italia, grazie alla propria storia e cultura millenaria, ha sempre avuto nel mondo un ruolo guida per gli aspetti culturali, sociali, economici e produttivi manifatturieri quale centro di innovazione di prodotti e di stili di vita che sono di esempio ancora oggi a livello globale. Anche il settore agroalimentare è protagonista oggi delle nuove regole e dei cambiamenti mercantili mondiali; il cibo, l’agricoltura, i fabbisogni alimentari del cittadino europeo sono stati la prima preoccupazione, al pari di quella energetica ed economica, dell’Europa Unita e ancora oggi la PAC assorbe una larga quota delle risorse economiche europee. Il modello del made in, nell’odierno mondo globalizzato è un valore in sè, oggi più di ieri quando le transazioni commerciali di cibo erano limitatissime e “a chilometro zero”. Il made in, specifico per ogni singolo Stato, deve essere reso visibile al consumatore e quindi valorizzato economicamente attraverso l’apposizione in etichetta dell’origine del cibo e attraverso i controlli di tracciabilità; questo modello non esclude ovviamente altri tipi di produzioni con una diversa origine della materia prima anzi ne distingue caratteri, pregi e maggiori possibilità di individuazione e valorizzazione per il consumatore. Un nuovo ordine mondiale basato sui punti di forza del made in contro le contraffazioni, consentirebbe di garantire un’informazione completa ai consumatori e una pari competitività per i produttori sui mercati mondiali basata sul principio di legalità e di concorrenza trasparente. Il Rapporto Agromafie predisposto annualmente dall’ Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, Coldiretti e da Eurispes, Centro studi e di ricerche sociali, giunto alla sua 4° edizione, è divenuto oggi uno strumento insostituibile di conoscenza e di riflessione dei fenomeni di illegalità e di criminalità che si dipanano sulle risorse agroalimentari, dei bisogni dei cittadini e delle proposte da assumere nel nostro Paese e a livello globale per uno sviluppo sostenibile. La Toscana con gli alti valori del paesaggio, delle foreste, delle eccellenze agroalimentari può essere un modello di sviluppo sostenibile anche per gli indispensabili contenuti di legalità e di ricchezza di valori fra i cittadini, che da sempre contraddistinguono la comunità solidaristica della Toscana.
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