Partiti di carta: raccolta degli statuti dei partiti italiani – di Pino Pisicchio

di Pino Pisicchio
Levante, 2000 – 412 pagine

L’avvento delle leggi elettorali dei primi anni ’90, insieme con il verificarsi degli eventi epocali che determinarono la fine delle ideologie, hanno provocato anche in Italia un mutamento genetico dei partiti politici, del loro modo di organizzarsi e di interagire con la platea dei militanti, in verità sempre più esigua.

I partiti non sono più gli strumenti esclusivi della partecipazione democratica, dovendo oggi contendere quella funzione ad altre forme associative, ai mèdia, alle nuove tecnologie della comunicazione come Internet. Esiste traccia di questo imponente mutamento negli statuti?

Il viaggio di Pisicchio attraverso l’affollato e sconosciuto mondo degli statuti e dei regolamenti dei partiti italiani, dopo diciassette anni dalla pubblicazione dell’ultima raccolta ad opera di D’Antonio e di Negri, tende a fornire qualche strumento di orientamento mentre lascia aperti molti quesiti: quale controllo democratico hanno i militanti sulla designazione dei candidati alle elezioni politiche? La personalizzazione del partito come si concilia con l’esigenza di partecipazione degli associati? E ancora, che tutela hanno i cittadini oggi all’interno di un partito il cui criterio regolatore è esplicitamente verticistico?

Un’ampia documentazione di statuti di partito che hanno rappresentanza parlamentare nella XIII Legislatura, completa il lavoro.


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