La Babele ambulante. Parole intorno ai mondi che migrano – di Aldo Morrone, Michela Mazzali, M. Cristina Tumiati
di Aldo Morrone, Michela Mazzali, M. Cristina Tumiati
Sensibili alle Foglie, 2000 – 208 pagine
Tutto il mondo è paese. Nel senso che dappertutto, nei cuori umani, albergano gli stessi sentimenti di base, lo stesso attaccamento alla propria terra e ai propri cari, lo stesso bisogno di conoscere. Ma il potere ha creato i confini e con i confini le differenze. E con le differenze la diffidenza. E con la diffidenza l’emarginazione.
Tuttavia l’uomo, da qualunque parte provenga, è come un virus: nessun confine potrà mai fermarlo, la sua mente e il suo cuore cercheranno, sempre, un altrove che non conoscono ancora e di cui vogliono prendere possesso. No, non è un’analisi sociologica e neppure economica del fenomeno delle migrazioni. Ma è il leit-motiv che è suonato, costante, di sottofondo durante le giornate di un convegno singolare svoltosi a Roma nel novembre del 1999 e che ogni anno, puntuale, si ripete organizzato dall’Istituto San Gallicano con il suo Srvizio di Medicina Preventiva delle Migrazioni.
In questo testo sono raccolti gli interventi degli oratori di quei giorni. I temi spaziano tra discipline e argomenti vari e disegnano realtà di Paesi che abbiamo forse visitato come turisti, ma dentro i quali non eravamo mai riusciti ad addentrarci fino in fondo.
Nel pentolone di Gaia, terra madre, “immigrazione e società multiculturale rappresentano un’inquietudine per tutti”, si legge tra queste pagine, “si può considerarla una risorsa o una iattura, ma certo non si può impedire che esista. E forse proprio questo è il vantaggio”. il vantaggio di scoprire che ogni Paese è mondo e viceversa. Che il cuore degli uomini è uno solo, così com’è una sola la sua paura. Raggiunta questa consapevolezza, tutto filerà liscio. Utopia? No, sano istinto di sopravvivenza. Della specie.
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