Eurispes-Aio, assistenza odontoiatrica: in 10 anni ritirata del Ssn tra Nord e Sud
|
Uno studio sui fondi integrativi nel settore odontoiatrico |
|
|
|
E’ aumentata del 5% al Nord e al Centro, tra il 2005 e il 2013, ma è diminuita del 4% al Sud: si tratta della percentuale di cittadini che si sono rivolti al Servizio sanitario pubblico o a strutture convenzionate con il pubblico per essere curati da un dentista. Chi ha fatto a meno delle cure del Servizio sanitario nazionale, ha pagato di tasca sua o lo ha fatto tramite un fondo integrativo o mutua oppure grazie a un’assicurazione privata. Il dato è solo in parte mitigato dalla maggiore incidenza delle cure odontoiatriche del Servizio sanitario al Sud: dove al Nord c’è un dentista pubblico o convenzionato ogni otto suoi colleghi liberi professionisti, al Sud ce n’è uno ogni cinque. L’indagine condotta da EURISPES in collaborazione con AIO in ogni caso testimonia il ritrarsi del Ssn dalle cure odontoiatriche. Tenuto conto dei numeri complessivi che annoverano tutti i praticanti la professione odontoiatrica e tutti i tipi di rapporto di lavoro, nella sanità pubblica italiana, includendo dipendenti part-time e convenzionati, operano 4mila odontoiatri su 44mila dentisti praticanti. Il rapporto complessivo è di un dentista “pubblico” a 11, contro uno a 23 della Germania e 1 a 7 della Gran Bretagna, che più somiglia statisticamente al nostro Mezzogiorno. L’indagine AIO EURISPES è uno strumento per analizzare in modo completo ed equidistante il sistema di assistenza odontoiatrica in Italia ed esegue una fotografia dettagliata – a 17 anni dalla Riforma Bindi – non solo dell’offerta pubblica e convenzionata, ma anche dell’offerta privata intermediata e dell’offerta privata a carico del cittadino. E, da qui, fornisce i dati per capire come funzionano le proposte integrative di assistenza e come potrebbero svilupparsi in futuro.
Fonte: www.eurispes.eu
|