Selfie di Donne – Stalking: nome comune femminile
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Il 13,8% delle donne ammette di essere stata vittima di stalking |
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Attraverso l’ascolto di un campione composto da 543 donne[1] su tutto il territorio nazionale e rappresentative della componente femminile italiana per età (dai 18 anni in su) e area geografica di appartenenza, l’Eurispes ha cercato di offrire degli spunti di riflessione sulla condizione delle donne nel nostro Paese circa alcuni argomenti “chiave”: lavoro, consumi, stalking, valori e criticità. Sono 7 i punti percentuali di distacco, con gli uomini, delle donne che ammettono di essere state vittime di stalking nel corso degli ultimi 12 mesi: il 13,8% delle donne (con un picco della percentuale riferibile alle donne che vivono nelle regioni del Nord-Est) rispetto al 6,4% degli uomini. La percentuale di chi ha il coraggio di dichiarare una violenza psicologica subita è solitamente più bassa dell’ampiezza del fenomeno reale. Basti pensare che alla domanda indiretta, e quindi meno sensibile, se sia mai capitato di conoscere qualcuno che è stato vittima di stalking in tre casi su dieci la risposta è affermativa. Tuttavia, il dato femminile relativo alla domanda diretta è in aumento rispetto al 7,7% rilevato del 2015, segno forse che qualcosa sta cambiando nella consapevolezza delle donne. La maggior parte delle italiane afferma che lo stalker era un ex fidanzato, un ex marito o un ex convivente, nel 22,7% dei casi. Tra la schiera dei potenziali “persecutori” seguono i colleghi di lavoro (il 17,3%), i conoscenti a vario titolo (14,7%), gli amici (10,7%), i parenti (6,7%) e il partner (6,7%). Nell’indagine sulla “Violenza contro le donne” svolta a livello europeo nel marzo 2015, la FRA (European Union Agency for Fundamental Rights) ha intervistato 42.000 donne tra i 18 e i 74 anni nei 28 Stati membri dell’Unione. Circa il 31% delle donne europee è stata vittima di uno o più atti di violenza fisica dall’età di 15 anni. A subire, invece, comportamenti persecutori circa il 18% delle europee. Telefonate o messaggi offensivi hanno interessato ripetutamente circa il 14% delle donne. I comporamenti persecurori sono stati patiti, in circa 21% dei casi, in maniera continuata per oltre due anni e nel 23% degli episodi la vittima si è vista costretta a cambiare il proprio numero di telefono o l’indirizzo di posta. Per il timore di aggravare la situazione, il 74% delle donne non ha mai voluto denunciare gli episodi di violenza subìti. Più del 50% lamenta la mancanza di una legislazione specifica nel proprio paese volta a tutelare le donne e a condannare la violenza che si consuma fra le mura domestiche.
Fonte: www.eurispes.eu
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