Selfie di Donne – Quasi la metà delle italiane tentate dal desiderio di vivere altrove
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Quasi la metà delle italiane andrebbe a vivere in un altro paese |
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Attraverso l’ascolto di un campione composto da 543 donne[1] su tutto il territorio nazionale e rappresentative della componente femminile italiana per età (dai 18 anni in su) e area geografica di appartenenza, l’Eurispes ha cercato di offrire degli spunti di riflessione sulla condizione delle donne nel nostro Paese circa alcuni argomenti “chiave”: lavoro, consumi, stalking, valori e criticità.
Alla domanda se andrebbero a vivere in un altro paese, quasi il 46% delle donne (e il 48,4% degli uomini) risponde di sì. Ma sono soprattutto le giovanissime diciotto-ventiquattrenni ad esprimersi positivamente (71,7%). Le spinte più forti sono quelle dettate della ricerca di una maggiore libertà d’espressione (97%), la garanzia di una maggiore sicurezza (96%), un migliore clima politico (97,2%) e un clima culturale più vivace di quello italiano (94,5%). Sebbene si attestino su quote elevate di risposta, le motivazioni economiche sembrerebbero essere per le donne meno indicative. Per l’86,7% infatti un valido motivo per cambiare paese sarebbe il minor costo della vita all’estero, per il 75,5% le maggiori opportunità di lavoro. Se l’86,4% delle donne è attratto da maggiori garanzie sul futuro e l’87,8% da maggiori opportunità di studio e di lavoro per i figli, un’altissima percentuale di intervistate dichiara che la ragione è anche un’altra: il 97% sceglierebbe di cambiare patria per curiosità nei confronti di culture differenti. La mèta più ambita tra le italiane è l’Australia, con il 17,7% delle preferenze, seguita da Regno Unito e Spagna (rispettivamente scelte dal 17,3% e dal 12% delle intervistate). Differenti i gusti degli uomini che invece prediligono come potenziali patrie d’elezione la Germania (17,2% ) poi l’Australia (16,5%) e quindi, quasi ex equo, Regno Unito (12,9%) e Stati Uniti (12,5%). Eppure, solo una minoranza delle donne considera l’idea di trasferirsi in tarda età, una volta raggiunta la pensione, all’estero: appena il 37,8% contro il 45,2% degli uomini.
Fonte: www.eurispes.eu
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