Roma Sicura

La sicurezza nella Capitale
Una ricerca Eurispes – “Sapienza” Università di Roma

Un nuovo modello di analisi e governo della sicurezza


La sicurezza è spesso trattata, nel dibattito, nei suoi aspetti “percepiti” e non sostanziali focalizzando l’attenzione non sui fatti documentati e misurati quanto, piuttosto, sulla percezione individuale: un elemento volatile ed esposto alle influenze più disparate.

A peggiorare la questione intevengono meccanismi di disfunzione della comunicazione e di veicolazione delle informazioni che portano a generalizzare eventi parziali e, quindi, a presumere che ciò che sia vero per una parte valga anche per il tutto: così un delitto diviene “emergenza omicidi”, un furto in appartamento diviene “abitazioni insicure” e via dicendo.

L’obiettivo che l’Eurispes si è posto nell’affrontare la presente ricerca muove dalla necessità di comprendere quale sia lo stato reale della sicurezza a Roma. Questo percorso conoscitivo proseguirà con lo studio particolareggiato della situazione dei singoli municipi. Il metodo di indagine applicato alla realtà della metropoli capitolina potrà essere un modello di replicabilità per le altre grandi aree urbane del territorio nazionale.

Dall’indagine emerge il ritratto di una città sostanzialmente sicura: questo è risultato essere vero sia considerando il totale dei delitti registrati, in progressiva diminuzione negli ultimi anni, sia osservando la questione della sicurezza in un’ottica di comparazione. La situazione di Roma, infatti, se confrontata con le altre Aree metropolitane italiane e con le principali metropoli straniere, appare quella di una città tra le più sicure. Basti pensare che, insieme a Parigi, risulta essere una delle città europee con il più basso tasso di omicidi.

 

L’analisi dell’andamento generale dei principali delitti avvenuti nella città di Roma nel periodo compreso tra il 2007 ed il 2012 evidenzia che il totale dei delitti è diminuito del 10,5%. La tipologia di reato criminale più grave, rappresentata dagli omicidi volontari consumati, ha fatto registrare un calo (dai 29 casi del 2007 ai 23 del 2012), elemento in forte contrasto con una comunicazione mediatica nel suo complesso allarmistica rispetto allo stato della sicurezza nell’area romana, anche in considerazione del numero esiguo dei casi. I furti nel 2007 erano 164.479, mentre si attestano a 130.908 nel 2012; dal 2007 al 2012 vi è stato un incremento delle lesioni dolose (da 1.989 a 2.766), delle percosse (da 260 a 469) e delle minacce (da 1.586 a 2.745). Le categorie delittuose in aumento nel Comune di Roma dal 2007 al 2012 corrispondono a reati da forte allarme sociale (violenza sessuale, danneggiamenti, ecc.) in grado di influire negativamente sull’emozione dei cittadini. Per contro, sono in calo i reati di associazione a delinquere e ricettazione.

 

Il confronto con le altre aree metropolitane fa emergere ancora una volta la sostanziale sicurezza della città di Roma che presenta un ID (Indice di Delittuosità) medio di 592 reati denunciati circa per 10mila abitanti nel periodo 2007-2010 (6° posto su 15 aree metropolitane: Bari, Bologna, Genova, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia, Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Trieste). In particolare, analizzando l’entità degli scarti piuttosto che la sola graduatoria, Roma, rispetto alle grandi città settentrionali (Milano, Torino e Genova), presenta un indice di delittuosità più elevato solo nella categoria di delitti relativa agli omicidi colposi (e solo nei confronti di Torino) e delle associazioni a delinquere (nei confronti di Genova e Torino); per tutte le altre categorie di delitto la Capitale presenta indici di delittuosità sempre inferiori a tutte e tre le città settentrionali. Rispetto alle grandi città del Mezzogiorno (Napoli, Bari e Palermo) la Capitale presenta un indice di delittuosità più elevato nella categoria di delitti relativa agli omicidi colposi (solo nei confronti di Napoli), alla prostituzione (Bari e Palermo), alla associazione a delinquere (solo nei confronti di Bari), agli stupefacenti (nei confronti di Bari e Palermo), ai furti (nei confronti di Bari, Palermo e Napoli) e al riciclaggio (solo nei confronti di Palermo); per tutte le altre categorie di delitto la Capitale presenta indici di delittuosità sempre inferiori a tutte e tre le città meridionali. Rispetto a Bologna e Firenze, presenta un indice di delittuosità sensibilmente più elevato nella categoria di delitti relativa al tentato omicidio, alla rapina e al riciclaggio (sempre nei confronti di Firenze), mentre le differenze con la realtà felsinea sono meno marcate per tutte le tipologie di reato.

La compresenza dei diversi tipi di reati nelle varie aree metropolitane genera due profili (A e B). A i reati per furto, lesioni, violenza sessuale e stupefacenti; B riguarda i reati per omicidio volontario, tentato omicidio, associazione a delinquere e incendio. Le città appenniniche (Bologna e Firenze) e del triangolo industriale (Genova, Milano e Torino) sono vicine al Profilo A, mentre le città del Meridione (Reggio Calabria, Catania, Palermo, Messina e Bari) sono più vicine al Profilo B. Roma, rispetto alla criminalità, evidenzia un profilo originale nel contesto italiano: la Capitale, manifesta una continua stabilità nel modo di porsi quasi sempre vicino ai valori di ID medi nazionali, senza palesare quella caratterizzazione spiccata, che invece riguarda altre aree metropolitane e caratterizzandosi per la sua originalità rispetto al contesto italiano.

 

Nella comparazione internazionale il valore assoluto degli omicidi avvenuti a Roma pone la città capitolina al di sotto della maggior parte delle altre realtà metropolitane europee ed extraeuropee. L’indice di delittuosità (ID) medio per il decennio 2000-2009 in grado di fornire un dato sintetico sul numero di omicidi ogni diecimila abitanti mette in evidenza che Roma, in questa speciale graduatoria, si attesta su un basso tasso di pericolosità: con un ID medio annuo di 0,13 la città capitolina si trova nella parte bassa della classifica, al 35° posto su 47 città, e solo città più piccole (con l’unica importante eccezione parigina) presentano un ID inferiore.

Pretoria e Dallas guidano la classifica presentando un ID relativo al numero di omicidi per diecimila abitanti, addirittura superiore a Mosca; inoltre, passando dai valori assoluti all’ID, città molto popolose scendono notevolmente nella classifica ed altre realtà, relative a città non particolarmente grandi, palesano un tasso di pericolosità decisamente superiore: è il caso, ad esempio, delle tre capitali baltiche (Riga, Vilnius e Tallin) che si posizionano alle spalle delle tre realtà sopra citate e di San Francisco precedendo addirittura New York. Anche altre realtà dell’Est europeo (Belgrado, Bratislava, Sofia, Varsavia) si collocano nel quadrante medio-alto della graduatoria, denotando un elevato tasso di pericolosità rispetto a questa tipologia di reato. Nel confronto con le città dell’Europa occidentale Roma presenta un indice di delittuosità sugli omicidi cinque volte inferiore a Dublino, tre volte inferiore a Bruxelles, Amsterdam e Belfast e dimezzato rispetto a Berlino e Londra. Nel confronto con le aree asiatiche Roma mostra un indice di delittuosità inferiore persino a quello di Tokyo e Sidney.

 

Ma quali sono le azioni messe in campo dall’Amministrazione capitolina per contrastare il degrado e promuovere la riqualificazione del territorio? Le attività di sgombero ed immediata riqualificazione del sito urbano si sono attestate dai 282 interventi nel 2011 a 255 nel 2012. La riqualificazione delle aree con pianificazione degli arredi del verde hanno riguardato maggiormente la periferia rispetto al centro, con un incremento del dato complessivo: da 169 interventi nel 2011 ai 241 nel 2012. Nel 2011 sono stati rimossi 155.220 manifesti, locandine e adesivi mentre nel 2012 sono stati 229.412; nel 2012 sono state rimosse 1.795 frecce metalliche e insegne. Nel 2011 sono stati cancellati 500.000 metri quadrati di scritte sui muri ed è stato coinvolto il I Municipio in una campagna di ripristino urbano. Nel 2012 (il dato arriva fino al mese di ottobre) sono stati cancellati 850.000 metri quadrati di scritte sui muri e sono stati coinvolti il I, II, III e VI Municipio nella campagna di cancellazione e ripristino del decoro urbano.

Nel 2012 (il dato arriva fino al mese di ottobre) vi sono state 3.852 segnalazioni dirette da parte dei cittadini all’Ufficio del Decoro Urbano (erano 2.572 nel 2011). Osservando il fenomeno nel suo complesso si nota come l’istituzione di un ufficio preposto al decoro e al verde urbano abbia avuto un impatto significativo sia attraverso i propri interventi diretti sia recuperando le informazioni sugli interventi compiuti da altre Istituzioni.

Un secondo elemento di grande attenzione riservato negli ultimi anni a uno degli aspetti più importanti della sicurezza urbana è quello dell’illuminazione pubblica. Nel luglio 2010 è stato varato il Piano luce: sono stati stanziati 180 milioni di euro per installare quasi 53mila nuovi punti luce in 10 anni, e coprire così oltre 1.400 chilometri di strade cittadine oggi scarsamente illuminate. In tre anni, sono stati accesi circa 30mila di questi punti luce.

 

L’analisi della stampa. Negli ultimi anni (dal 2007 ad oggi) la cronaca nera è una presenza costante nei media italiani: la criminalità, detto in termini semplificati, “funziona” sull’audience e prova diretta di questa circostanza è anche la frequenza nei palinsesti televisivi di contenuti “polizieschi”.

Disegnato questo sfondo, Eurispes ha operato una analisi della narrazione della Sicurezza operata dalla stampa da cui emerge che:

1.     a livello di sfondo, si registra una tendenza di lungo periodo – da parte del sistema di informazione di massa – a privilegiare la cronaca nera;

2.     l’immagine della sicurezza – che emerge dall’analisi di un ampio dataset di 9.000 titoli (da 7 quotidiani) nel periodo 2008-2011 – appare principalmente incentrata sulla criminalità, seguita dal degrado e dal tema dell’integrazione sociale. Lo stile comunicativo più frequente è quello del resoconto dei fatti;

3.     lo stile “non meramente descrittivo” appare confermato dall’analisi lessicografica condotta  – 872 articoli di cronaca nera dal 2008 al 2012 su 7 quotidiani – che inquadra l’immagine del crimine a Roma fornita dai giornali. I reati maggiormente rappresentati nelle pagine locali sono quelli riferiti alla droga e ai furti, mentre nelle sezioni nazionali predominano gli stupri seguiti dagli omicidi;

4.     un ulteriore approfondimento  – condotto sui titoli di quasi 3.000 articoli della stampa nazionale (4 quotidiani) nel periodo 2008-2012 –  ha poi esplorato la compresenza fra temi legati alla sicurezza e l’attuale Amministrazione verificando che il dibattito sulla Sicurezza non può essere ridotto esclusivamente alla criminalità.  Nell’agenda dei media il tema sicurezza si declina in relazione ad un insieme differenziato di bisogni e priorità: decoro urbano, nomadi, cortei, problematiche inerenti alla mobilità e al trasporto pubblico, conseguenze legate ai grandi eventi a rischio, emergenze metereologiche e alcol e movida, prostituzione e abusivismo;

5.     il posizionamento dei diversi giornali nei confronti dei microtemi non è mai uguale. Nonostante le ovvie differenze quantitative nello spazio dedicato dalle testate alle questioni trattate, in media circa tre quarti degli articoli sono collocati nelle pagine locali, che intessono la trama narrativa della sicurezza in relazione alla quotidianità della vita cittadina. Meno di una notizia su quattro finisce nelle pagine nazionali, e solo una volta su quarantacinque finisce in prima pagina. Questo “scatto” di visibilità avviene quasi sempre in presenza di eventi particolarmente eclatanti e controversi – soprattutto crimini violenti ed efferati, scandali, scontri di piazza – che danno luogo a vere e proprie ondate di notizie, alimentando accesi dibattiti politici e reazioni dei cittadini fino a dar vita a veri e propri “casi mediali”;

6.     il Sindaco e l’Amministrazione comunale vengono citati direttamente in circa il 20% degli articoli dei quotidiani analizzati, spesso con l’attribuzione di responsabilità che oggettivamente non appartengono loro.

 

 DOCUMENTO DI SINTESI

 Fonte: www.eurispes.eu

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