Osservatorio Tg Eurispes – CoRiS Sapienza: il post elezioni domina i titoli dei Tg

Regionali e referendum: guerra dei numeri. La “Caporetto” dei 5 Stelle sotto la lente di Mediaset. Le cifre del Covid reclamano spazio, così come lo scambio a distanza Johnson-Mattarella

I Tg dal 21 al 25 settembre – I risultati della doppia tornata elettorale, con i riflessi per l’alleanza di Governo, dominano la settimana, occupando, nel complesso, più di un terzo delle titolazioni. Molto riprese le tensioni interne ai 5 Stelle, così come le dichiarazioni di Zingaretti e del Premier Conte.

Tra guerre dei numeri, dichiarazioni di vittoria e prese di posizione prevedibili e in qualche misura scontate, Tg4 si distingue per l’analisi della situazione del Movimento dopo la “Caporetto” delle regionali. La propensione del Tg di News Mediaset di sminuire il ruolo dei 5 Stelle è una costante, e la sua vis polemica si è manifestata in settimana con la chiamata in campo di numerosi massmediologi, esponenti politici e commentatori della carta stampata, tra i quali Gianfranco Pasquino, Maurizio Molinari di Repubblica e l’immancabile Klaus Davi. La testata si è distinta, inoltre, per lo spazio dato ai governatori di regione, raccogliendo gli interventi del pugliese Emiliano e del ligure Toti, che martedì avanza una sorta di “sfida” a Salvini. Tg5 mercoledì interpella il leader leghista in un’intervista che, dopo le prime domande, si trasforma in una sequenza di slogan a favore di telecamera. Interessante l’intervista del Tg3 di martedì a Giorgia Meloni che, numeri alla mano, è l’esponente del Centro-destra ad uscire più rafforzata da queste elezioni. Tg La7 è la testata che mette in maggiore evidenza il “cambio di passo” nel Governo richiesto dal Pd di Zingaretti.

Le conseguenze del referendum, che conferma il taglio dei parlamentari, sono inquadrate dai Tg Rai attraverso l’esultanza di leader e ministri pentastellati. Tg4 vi dedica un’apertura venerdì, ma solo per “lamentare” come nessun parlamentare in “sovrannumero” lascerà il proprio seggio sino alla fine della legislatura. L’analisi migliore viene proposta martedì sera da Tg La7, che con Milena Gabanelli passa in rassegna le differenze nei numeri con gli altri parlamenti europei, sia in termini di rappresentanza sia di retribuzione.

von der Leyen e la timida apertura sui migranti. Johnson e le parole “garbate” del Capo dello Stato

L’invito di von der Leyen ad una maggiore solidarietà nella gestione dei flussi migratori si impone da mercoledì, mentre prosegue la discussione sul Recovery Fund, con titoli per tutti ed aperture per i Tg più filo governativi (Tg1 e Tg3). Tg4 antepone alla notizia dell’apertura europea il commento, parlando fin dai titoli di un’iniziativa “flop” che non riflette le richieste del nostro Paese. Le valutazioni della Ministra Lamorgese, sempre critiche ma certo più moderate, vengono proposte dai Tg Rai nei servizi delle giornate successive. Anche questa settimana il fenomeno dei barconi e l’attività delle navi Ong sono presenti, ma non nei titoli. Se nei Tg Mediaset tornano i cartelli allarmanti con i numeri degli sbarchi, sono quelli Rai e La7 a seguire meglio l’attività delle Ong, e le denunce dei loro esponenti.

L’aggressione con modalità terroristiche di venerdì pomeriggio a Parigi suscita allarme in tutte le testate, con aperture obbligate per i Tg Rai, Tg5 e Studio Aperto – fuori dai titoli per Tg4, che però vi dedica la prima notizia. Unica eccezione il Tg di Mentana, che pare derubricare l’episodio ad un fatto complessivamente minore. Abbastanza presente la situazione in Bielorussia, con titoli per i Tg Rai e La7; Tg2 mercoledì apre sull’ “auto-elezione” di Lukashenko, rilanciando il duro giudizio dell’Europa e del Presidente della Repubblica Mattarella. Le parole del Capo dello Stato risuonano con maggiore forza giovedì, nel “garbato” (Tg La7) commento alle dichiarazioni del Premier Johnson, che ascrive la nostra efficacia nel contenere l’epidemia di Covid-19 ad un minore “amore della libertà” degli italiani rispetto ai britannici: apertura per i Tg Rai, Tg5 e Studio Aperto.

Covid: angoscia per Spagna e Francia. Sileri e Speranza: l’Italia regge, teniamo gli stadi chiusi. Vicenda Suarez, la perplessità di Mentana

Con l’aumento dei casi italiani, i provvedimenti nelle singole regioni, ma soprattutto con gli allarmi che giungono dagli altri paesi europei, il tema del contagio risale nelle scalette. Davanti a timori più che legittimi, cui si aggiungono quelli legati alla scuola, Tg3 e Tg5 intervistano venerdì, rispettivamente, il Ministro della Salute Speranza e il Viceministro Sileri. Entrambi commentano gli elogi dell’OMS parlando dei buoni risultati dell’Italia e, invitando la popolazione a non abbassare la guardia, negano la possibilità della riapertura degli stadi.

Rimanendo al calcio, la surreale vicenda tutta italiana dell’esame “truffa” dell’attaccante uruguaiano Luis Suárez, con l’obiettivo di far ottenere all’atleta la cittadinanza, riceve 6 titoli ed ampio spazio nei servizi. Nel clamore che si accompagna a questa vicenda, in un Paese in cui temi come cittadinanza, Ius soli e Ius culturae non riescono a mantenere una presenza stabile nell’agenda della politica e dell’informazione, la reazione più spontanea è quella di Mentana, che leggendo la difesa dell’ateneo incriminato, si lascia scappare un assai significativo “mah”.

 

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