Focus sulla Lombardia: criticità su sicurezza urbana, pressioni ambientali e fiducia nelle Istituzioni

Il Rapporto Eurispes sulla fruizione dei diritti dei cittadini sul territorio nazionale posiziona la Lombardia al 16° posto. Non mancano però alcune criticità

Un’Italia che viaggia a velocità diverse, dove opportunità, diritti e dignità non sono distribuiti in modo uniforme. Questo è ciò che emerge dall’Indice di Esclusione elaborato dall’Eurispes, uno strumento multidimensionale che fotografa, regione per regione, quanto i diritti costituzionali siano realmente garantiti ai cittadini. L’Indice confronta il riconoscimento formale dei diritti con la loro effettiva applicazione, attraverso 149 indicatori, raggruppati in sette àmbiti tematici: lavoro, economia, diritti sociali, servizi, salute, istruzione e diritti trasversali.

Il risultato è una mappa dell’Italia che conferma un Paese diviso, dove i diritti non mancano sulla carta, ma non sempre si traducono in effettivo godimento nella vita quotidiana.

La media nazionale è fissata intorno a quota 100, ma i valori regionali raccontano una realtà scomposta. Si va dai 93,9 punti del Trentino-Alto Adige, la Regione con il più basso livello di esclusione, ai 109,3 della Calabria, che registra il dato peggiore.

La Lombardia, pur collocandosi tra le regioni con i livelli più contenuti di esclusione complessiva, presenta un profilo articolato, caratterizzato da buone performance negli àmbiti economici e occupazionali ma da criticità selettive, in particolare nell’area dei diritti trasversali. Nell’Indice di Esclusione dell’Eurispes la Regione si colloca complessivamente al 16° posto nella graduatoria nazionale.

Indice di Esclusione Eurispes – Focus sulla Lombardia

La Lombardia si colloca, come detto, al 16° posto nella graduatoria nazionale rispetto alle altre Regioni per livello di esclusione, registrando un indice generale di 96,8.

Questa collocazione non è identica in tutti i singoli àmbiti considerati. A seguire, i risultati emersi nei diversi indicatori di esclusione.

1) Esclusione dai Diritti Trasversali

Indice: 102,4

Posizione: 4° posto

Indicatori chiave: sicurezza, qualità ambientale, fiducia nelle Istituzioni

Questo rappresenta l’ambito più critico per la Lombardia, mediato tuttavia dalle criticità tipiche delle grandi aree metropolitane, dove si concentrano problematiche ambientali, di sicurezza urbana e di efficienza istituzionale. Il valore dell’Indice colloca la Regione tra quelle con maggiore esposizione alle problematiche legate ai diritti trasversali, in particolare per quanto riguarda sicurezza urbana, pressioni ambientali e fiducia nelle Istituzioni, elementi che incidono in modo significativo sulla qualità della vita. La qualità dell’aria, misurata attraverso la percentuale di rilevazioni di PM2.5 superiori ai valori di riferimento stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, costituisce uno degli indicatori più diretti dell’impatto dell’attività umana sull’ambiente e della capacità dei territori di tutelare la salute pubblica.

2) Esclusione dal Diritto alla Salute

Indice: 99,1

Posizione: 13° posto

Indicatori chiave: emigrazione ospedaliera, medici di medicina generale e pediatri di base, soddisfazione e fiducia

Nell’ambito della salute la Lombardia si colloca in una posizione intermedia, con elementi di attenzione legati all’accessibilità effettiva. Pur disponendo di una rete sanitaria ampia e articolata e buoni livelli di dotazioni in termini di apparecchiature e posti letto, la Regione presenta la dotazione più bassa di medici di medicina generale (5,52 ogni 10.000 abitanti), situazione aggravata dall’elevata percentuale di medici con numero di assistiti oltre soglia (71%, valore più elevato in Italia); anche la disponibilità di pediatri di base è inferiore alla media nazionale evidenziando carenze nell’assistenza sanitaria di prossimità. La Regione si distingue per il più basso livello di emigrazione ospedaliera e buoni livelli di soddisfazione per l’assistenza ricevuta nel corso dei ricoveri nonché di fiducia nel sistema sanitario.

3) Esclusione dai Servizi al Cittadino e alle Famiglie

Indice: 96,1

Posizione: 16° posto

Indicatori chiave: qualità dei servizi locali, trasporti pubblici, servizi urbani, tempi di spostamento per lavoro/scuola, servizi comunali online

La Lombardia mostra un livello di esclusione relativamente contenuto anche nell’accesso ai servizi. La buona dotazione infrastrutturale convive tuttavia con criticità localizzate. Il trasporto pubblico locale si distingue per l’offerta più ampia d’Italia e anche sul fronte della digitalizzazione dei servizi pubblici la Lombardia presenta valori elevati con una buona diffusione di servizi comunali online e un’elevata interazione via web con la PA. Le famiglie dichiarano poche difficoltà nel raggiungimento dei servizi essenziali (farmacie, poste, pronto soccorso, Forze di polizia, uffici comunali), ma emergono criticità legate alla qualità percepita del trasporto pubblico, ai tempi di spostamento per raggiungere scuola e lavoro e alle difficoltà di trovare parcheggio. La percentuale di bambini iscritti in scuole pubbliche per l’infanzia è fra le più basse in Italia (58%).

4) Esclusione Sociale

Indice: 94,4

2Posizione: 16° posto

Indicatori chiave: partecipazione sociale e civica, competenze digitali, dotazione tecnologica, densità società sportive, domanda di intrattenimento delle aree interne, partecipazione politica e sociale attraverso il web

L’esclusione sociale in Lombardia si colloca su un livello contenuto, in linea con la media con un valore fra i più bassi sul territorio nazionale. Sul versante della partecipazione sociale e civica, la Lombardia mostra valori elevati: la partecipazione sociale raggiunge il 28,8% (sopra la media nazionale) e la partecipazione civica e politica arriva al 67,1%, tra i livelli più alti in Italia. La Regione eccelle anche per inclusione digitale: con il 53,4% della popolazione in possesso di competenze digitali almeno di base e il 73,9% di famiglie con PC e connessione Internet, si colloca ai vertici nazionali su entrambe le dimensioni. Nel campo dello sport e dell’aggregazione, la Lombardia guida la classifica con una densità di società sportive pari a 38,2 ogni 100 km², cui si accompagna una diffusione della pratica sportiva del 43,2%. Persistono però segnali di polarizzazione territoriale: la domanda di spettacolo, intrattenimento e sport nelle aree interne risulta relativamente bassa (96 per 100 abitanti), indicando che la fruizione tende a concentrarsi nei poli urbani e a includere meno i Comuni interni. Infine, nella partecipazione politica e sociale attraverso il web la Lombardia si colloca in coda alla classifica: solo il 20,3% degli utenti Internet utilizza la Rete per attività politico-sociali, un valore inferiore alla media nazionale e tra i più bassi del Paese.

5) Esclusione dall’Istruzione e dalla Conoscenza

Indice: 98,3

Posizione: 16° posto

Indicatori chiave: dispersione scolastica, servizi per studenti, partecipazione culturale e frui-

zione delle biblioteche, partecipazione al sistema scolastico (4-5 anni), divario di genere nelle

discipline STEM, inclusione

Il livello di esclusione educativa risulta contenuto, ma non privo di criticità. In Lombardia si osservano livelli elevati (fra i più alti) di partecipazione culturale e fruizione delle biblioteche, il tasso di dispersione scolastica si mantiene su valori relativamente contenuti rispetto alla media italiana, e le competenze alfabetiche e numeriche degli studenti sono superiori alla media nazionale.

La Regione, pur ospitando un numero molto elevato di studenti universitari, mostra un’offerta di servizi studenteschi disomogenea: la disponibilità di posti mensa per gli studenti universitari è pari a 5,5 per 100 iscritti, superiore alla media nazionale (2,9) ma ancora insufficiente rispetto alla domanda potenziale, come anche i posti-alloggio per studenti. La partecipazione al sistema scolastico dei bambini di 4-5 anni, pur rimanendo elevata (92,1%) è fra le più basse ed è molto elevato il divario di genere nelle lauree in discipline STEM.

6) Esclusione Economica

Indice: 94,3

Posizione: 18° posto

Indicatori chiave: reddito disponibile, rischio di povertà, capacità di spesa e risparmio delle famiglie

Anche sul piano economico, la Lombardia si colloca tra le Regioni meno esposte all’esclusione. I livelli di reddito disponibile e la bassa incidenza del rischio di povertà contribuiscono a un posizionamento favorevole. Le famiglie lombarde mostrano una maggiore capacità di risparmio e una minore incidenza della spesa sul reddito rispetto alla media italiana. Tuttavia, il dato sull’esclusione economica sconta la presenza di disuguaglianze interne particolarmente marcate nelle grandi aree metropolitane dove il costo della vita elevato, soprattutto per quanto riguarda gli alloggi, può compromettere il benessere economico di fasce vulnerabili della popolazione.

7) Esclusione Lavorativa

Indice: 91,8

Posizione: 20° posto

Indicatori chiave: occupazione complessiva, trasformazione dei contatti temporanei, occupazione dei laureati, mobilità dei laureati

La Lombardia presenta il livello più basso di esclusione lavorativa tra le regioni italiane. Il dato riflette un mercato del lavoro più solido, caratterizzato da tassi di occupazione elevati con una buona tenuta anche nelle aree non metropolitane, minore incidenza del lavoro non stabile (quasi un terzo dei contratti di lavoro temporaneo si trasforma in una posizione duratura) e maggiore capacità di assorbimento occupazionale, con oltre l’84% dei laureati che risulta occupato entro i 3 anni dalla laurea. La mobilità dei laureati registra un saldo positivo confermando l’attrattività del sistema produttivo lombardo per i giovani laureati. In generale, la Lombardia si colloca nelle posizioni migliori della classifica per quasi tutti gli indicatori dell’ambito.

 

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