Eurispes, la Sicilia 3.0: il disegno di un nuovo sistema integrato di mobilità

Saverio Romano, Presidente Osservatorio Mezzogiorno dell’Eurispes: «Gli investimenti in infrastrutture sono gli unici che creano vera ricchezza e che possono farci uscire dalla crisi economica creata dal Covid-19. Investimenti pubblici all’1,8% del Pil: un dato allarmante. Sì ad un porto hub a Palermo: una piattaforma logistica nel Mediterraneo è una incredibile risorsa per tutto il Sud».

«Parlare di ripresa in assenza di una politica, di un progetto complessivo e di un piano di investimenti è esercizio sterile. Gli investimenti in infrastrutture sono gli unici che creano ricchezza e occupazione, e gli unici che possono ridurre il gap fra i territori del Paese. Negli anni Novanta gli investimenti pubblici si attestavano al 3% del Pil, mentre nel più recente periodo ante Covid-19 si sono fermati sotto l’1,8% e la tendenza, in condizioni di ordinarietà, è quella di una ulteriore riduzione. A ciò si deve aggiungere che il cofinanziamento di parte pubblica degli investimenti infrastrutturali è passato da circa il 90% degli anni Ottanta e Novanta, al 50% del 2000, sino alle attuali soglie dell’ordine del 30% e questo trend è destinato, purtroppo, a consolidarsi.

Ebbene, qualsiasi vera prospettiva di crescita del Mezzogiorno non può prescindere da investimenti in opere infrastrutturali. Il settore dei trasporti, in questa prospettiva, assume un ruolo cruciale per la vita della società moderna, assicurando la mobilità nel territorio di persone e merci con la fornitura alla popolazione di beni primari, ed ha sempre esercitato un ruolo-chiave anche per il superamento di ogni crisi economica, sanitaria e sociale, come quella recente del Covid-19, rivelatasi di portata epocale e dai gravi riflessi sull’economia globale.

Oggi, l’esigenza di sostenere il finanziamento delle infrastrutture in una logica di cofinanziamento tra pubblico e privato si pone anche a livello europeo. La stessa Commissione Europea sottolinea che la competitività dell’economia dipende dalla tempestiva realizzazione di infrastrutture integrate nel mercato interno nei settori del trasporto marittimo, aereo e ferroviario, in quello dell’energia e delle comunicazioni.

Lo scenario dei trasporti marittimi ha subìto, negli ultimi anni, decisi cambiamenti determinati soprattutto dal fenomeno del gigantismo navale che produce economie di scala. Queste grandi navi commerciali, infatti, per le loro dimensioni (420 metri di lunghezza e 60 di larghezza), non possono più attraversare le chiuse di Panama e raggiungono l’Europa attraverso il canale di Suez che, con i recenti lavori, ha ridotto i tempi di attraversamento. Anche i porti del Sud Europa e quelli del Mediterraneo, tranne Porto Said, non hanno caratteristiche strutturali ed attrezzature per l’ormeggio di queste grandi navi le quali, di conseguenza, sono costrette ad attraversare il Mediterraneo, circumnavigare la penisola Iberica fino a raggiungere i porti del Northern Range per scaricare le merci per l’Europa, impiegando 4 giorni in più. Oggi, circa il 20% del traffico commerciale mondiale passa per il Mediterraneo, e le stime per il 2020 prevedono una movimentazione di container nel Sud Europa di oltre 70 milioni all’anno contro i 116 milioni all’anno del Nord Europa, dove Rotterdam, oggi primo porto commerciale in Europa, da solo ne movimenta oltre 14 milioni all’anno. Ma Rotterdam – oggi che la migliore rotta Asia-Europa passa da Suez – è fuori dal percorso più economico, per cui occorre individuare un sito al centro del Mediterraneo per un porto hub. E quale migliore sito di quello di Palermo? Un porto hub per il transhipment nel centro del Mediterraneo renderebbe più economiche non solo le rotte Asia-Europa, ma anche quelle per il Nord Africa e le Americhe.

Tutto ciò per spiegare quanto è importante nell’economia dei trasporti marittimi avere un porto hub nel cuore del Mediterraneo. Ma un porto hub è anche di grande importanza per il territorio che lo ospita. La Sicilia, e il Mezzogiorno, non possono perdere questa opportunità.

Un porto hub a Palermo, con la sua posizione baricentrica, rappresenterebbe infatti uno snodo naturale tra il bacino Est e quello Ovest del Mediterraneo e diventerebbe, con una movimentazione annuale di 16 milioni di container, il primo in Europa. Inoltre, Palermo è il posto più vicino alla rotta Suez-Gibilterra, ha buoni fondali, confina con la strada ferrata ed è a qualche centinaio di metri dallo svincolo autostradale. La realizzazione di un porto commerciale a Palermo, con gli oltre quattrocentomila posti di lavoro che creerebbe con l’indotto, è una imperdibile occasione di sviluppo non solo per la Sicilia, ma per tutto il Sud». Così Saverio Romano, Presidente Osservatorio Mezzogiorno dell’Eurispes.

 

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Eurispes. La Sicilia 3.0 – Il disegno di un nuovo sistema integrato di mobilità ed il ruolo di piattaforma logistica nel Mediterraneo

 

 

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