Draghi rafforza la sua immagine di leader “europeo”. Report Osservatorio Tg Eurispes – CoRiS

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Tutti gli occhi puntati sul Draghi leader “europeo”. Loggia Ungheria, le carte a Tg La7. Lo scontro sulla lottizzazione in Rai “copre” il dibattito sul ddl Zan

I Tg dal 3 al 7 maggio – Grande spazio in settimana agli incontri internazionali cui ha preso parte il premier Draghi, dal G20 di martedì sul turismo al meeting europeo sul lavoro: 21 titoli, di cui 10 in apertura. In questi contesti emerge l’esperienza dell’ex leader della Bce, e si rafforza la sua immagine personale di leader “europeo”, con risvolti positivi sulla credibilità del Paese. Particolare risalto ricevono venerdì le dichiarazioni dal vertice di Oporto che propugnano per l’Unione una dimensione più etica, che non veda nessun paese “lasciato indietro”. Soddisfazione anche per Tg4 e Tg2 che, giovedì, segnalano fin dai titoli gli apprezzamenti espressi dalla Presidente Von Der Leyen per il ruolo avuto dall’Italia la scorsa primavera nel sollecitare da parte dell’Europa una risposta coesa alla pandemia.

Sempre giovedì, la proposta di Joe Biden di una temporanea liberalizzazione dei brevetti dei vaccini per consentirne una rapida produzione anche nei paesi più poveri, raccoglie le aperture di Tg1, Tg4 e Tg La7, servizi e riflessioni anche nelle serate successive. Da segnalare sul Tg5 di venerdì l’editoriale di Pierluigi Battista, per il quale la scelta di Biden sarebbe di natura pratica e non ideologica.

Sul versante della politica nazionale, grande attenzione da parte dei Tg Mediaset e La7 all’inchiesta nella magistratura che coinvolge il Csm in relazione alla presunta loggia Ungheria, con il Tg di Mentana che, giovedì, propone in esclusiva le dichiarazioni di Pietro Amara che rivelerebbero l’esistenza di questo “centro di potere occulto”. Durissimo il giudizio del Tg4 che, interpellato lunedì il costituzionalista Sabino Cassese, lamenta il mancato intervento del Presidente della Repubblica.

Giovedì 4, aperture sull’attacco contro il peschereccio di Mazara da parte di una motovedetta libica, che avrebbe sparato ad altezza uomo, in uno scenario ancora poco chiaro e che dà adito a polemiche. Tg2 intervista, venerdì, il comandante dell’imbarcazione, che conferma di aver rischiato la vita.

Sconcerto ed indignazione martedì per la morte sul lavoro di un’operaia 22enne di Prato, che riporta per alcuni giorni al centro dell’attenzione mediatica il tema delle morti bianche: titoli per tutti (12 in totale tra martedì e giovedì), con apertura e copertina del Tg5, ed apertura del Tg1 di mercoledì che, nello stesso giorno, intervista il ministro Andrea Orlando, che invoca maggiori controlli. Sempre in tema di cronaca, attenzione fin dai titoli, venerdì, alla sentenza d’appello per il caso Cucchi, che condanna i due carabinieri a pene più severe. Interessante, sempre venerdì, il servizio proposto da Studio Aperto sull’aumento del numero dei cittadini che si rivolgono a maghi o sette, conseguenza di uno stato di difficoltà psichica fortemente aggravato dagli scenari di tensione e solitudine prodotti dalla pandemia.

Sempre in tema di problematiche sociali, l’impennata degli sbarchi nelle scorse giornate di traduce in spauriti servizi a metà edizione, con il solo Tg3 che nella giornata di martedì offre, dopo tanto tempo, qualche ragguaglio sui numeri dell’immigrazione.

Si è imposta la discussione sul Ddl Zan contro l’omofobia in seguito alla polemica suscitata dal rapper Fedez che aveva denunciato censure da parte della Rai per il suo intervento del Primo Maggio. C’è da dire che nei servizi è andato in scena il consueto dibattito sulla lottizzazione nel Servizio Pubblico, ma nessuna attenzione è stata prestata alle persone che potrebbero beneficiare di questa legge. Enrico Mentana, lunedì, osserva come gli stessi partiti che si sono schierati con il rapper sono, in effetti, i responsabili delle denunciate censure. Certamente deciso l’atteggiamento del Tg4, che nei suoi servizi punta a demolire le posizioni di Fedez, accusandolo di omofobia, e difendendo le dichiarazioni degli esponenti leghisti oggetto degli attacchi dal palco del Primo Maggio.

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