Disuguaglianze: Lazio in chiaroscuro. Il Rapporto Eurispes sulla fruizione dei diritti costituzionali nel territorio del Paese posiziona il Lazio al 9° posto. Non mancano alcune criticità

Un’Italia che viaggia a velocità diverse, dove opportunità, diritti e dignità non sono distribuiti in modo uniforme. Questo è ciò che emerge dall’Indice di Esclusione elaborato dall’Eurispes, uno strumento multidimensionale che fotografa, regione per regione, quanto i diritti costituzionali siano realmente garantiti ai cittadini. L’Indice confronta il riconoscimento formale dei diritti con la loro effettiva applicazione, attraverso 149 indicatori, raggruppati in sette ambiti tematici: lavoro, economia, diritti sociali, servizi, salute, istruzione e diritti trasversali.

Il risultato è una mappa dell’Italia che conferma un Paese profondamente diviso, dove i diritti non mancano sulla carta, ma non si traducono in effettivo godimento nella vita quotidiana.

La media nazionale è fissata intorno a quota 100, ma i valori regionali raccontano una realtà scomposta. Si va dai 93,9 punti del Trentino-Alto Adige, la regione con il più basso livello di esclusione, ai 109,3 della Calabria, che registra il dato peggiore.

Il Lazio, al 9° posto per la maggior parte degli àmbiti rilevati, si colloca invece in negativo per gli indicatori relativi al degrado urbano, ai tassi di delittuosità e all’insicurezza, dove fa registrare il valore più elevato tra tutte le regioni.

Indice di Esclusione Eurispes – Focus sul Lazio

Il Lazio si colloca complessivamente al 9° posto nella graduatoria nazionale rispetto alle altre Regioni per livello di esclusione, registrando un indice generale di 101,7.

1) Esclusione dai Diritti Trasversali

  • Indice: 108,1
  • Posizione: 1° posto
  • Indicatori chiave: degrado urbano, tasso di delittuosità, insicurezza, consumi di energia da fonti rinnovabili.

È l’ambito più critico per il Lazio: l’indice 108,1 rappresenta il valore più elevato tra le regioni. Trattandosi di una dimensione che integra aspetti di ambiente, sicurezza e funzionamento istituzionale, l’esito segnala pressioni trasversali che incidono direttamente sulla qualità della vita e sulla percezione di tutela dei diritti. Pesano tassi di delittuosità elevati, insicurezza percepita e criticità ambientali, nonostante livelli di spesa ambientale e per ordine pubblico e sicurezza in linea o superiori alla media nazionale.

2) Esclusione dai Servizi al Cittadino e alle Famiglie

  • Indice: 104,4
  • Posizione: 5° posto
  • Indicatori chiave: problemi di illuminazione stradale, parcheggio e condizioni delle strade, servizio di raccolta differenziata, Wi-Fi pubblico, insoddisfazione per i servizi di trasporto pubblico.

Qui il Lazio è un’anomalia nel Centro Italia: rientra nella fascia alta di esclusione per accesso/qualità dei servizi. Pesano soprattutto la bassa soddisfazione per il trasporto pubblico, la scarsa diffusione del Wi-Fi pubblico e criticità nei servizi urbani (illuminazione, manutenzione stradale, raccolta differenziata, parcheggi), come anche interruzioni del servizio idrico ed elettrico superiori alla media.

3) Esclusione Lavorativa

  • Indice: 98,5
  • Posizione: 9° posto
  • Indicatori chiave: disoccupazione giovanile, lavoro non stabile, bassa occupazione nelle aree rurali.

Nel Lazio l’esclusione lavorativa si colloca su un livello medio-alto: le maggiori criticità sono legate alla disoccupazione giovanile, specie se confrontata con i livelli di altre regioni del Centro-Nord, e alla persistenza di rapporti di lavoro non stabili, in particolare tra i giovani ad alta qualificazione, con una tenuta occupazionale meno brillante rispetto alle altre regioni del Centro e segnali di debolezza nei territori non metropolitani.

4) Esclusione Economica

  • Indice: 101,2
  • Posizione: 9° posto
  • Indicatori chiave: incidenza della spesa sul reddito, disuguaglianza del reddito netto, rischio di povertà

Pur in presenza di un reddito disponibile medio pro capite superiore alla media nazionale, il Lazio resta in fascia medio-alta di esclusione registrando livelli di rischio di povertà ancora elevati, a causa di forti disuguaglianze interne e di un costo della vita troppo alto, soprattutto nelle aree urbane.

5) Esclusione Sociale

  • Indice: 97,2
  • Posizione: 12° posto
  • Indicatori chiave: deprivazione abitativa, donne Sindaco, partecipazione al volontariato e domanda di intrattenimento e sport nelle aree interne

L’esclusione sociale nel Lazio risulta più contenuta della media (fascia medio-bassa), ma pesano bassi livelli di partecipazione ad attività di volontariato, elevata incidenza della popolazione in condizione di grave deprivazione abitativa e squilibri fra aree interne e aree metropolitane, in un contesto caratterizzato da una spesa per la protezione sociale pro capite di poco superiore alla media e inferiore a tutte le regioni del Nord.

6) Esclusione dal Diritto alla Salute

  • Indice: 101,2
  • Posizione: 9° posto
  • Indicatori chiave: mortalità per tumori, mortalità evitabile, rinuncia alle prestazioni sanitarie

Con una spesa sanitaria pro capite di quasi 2.200 €, al di sotto della media nazionale, nel Lazio l’esclusione sanitaria si colloca su un livello medio-alto, con segnali concreti di difficoltà nell’accesso: la rinuncia alle prestazioni si colloca tra i valori peggiori e una quota rilevante di famiglie dichiara problemi nel sostenere le spese mediche; mortalità per tumori e mortalità evitabile sono superiori alla media nazionale e più elevate di tutte le altre regioni del Centro-Nord.

7) Esclusione dall’Istruzione e dalla Conoscenza

  • Indice: 99,7
  • Posizione: 10° posto
  • Indicatori chiave: partecipazione al sistema scolastico dei bambini di 4-5 anni, accessibilità scolastica per studenti con disabilità; servizi per studenti universitari (mensa); fruizione delle biblioteche

Il Lazio è in fascia medio-alta: le criticità riguardano in particolare, l’accessibilità delle scuole per alunni con disabilità che è fra le più basse, la disponibilità di posti alloggio e mensa per gli studenti universitari, nettamente inferiori alla media nazionale e la frequentazione delle biblioteche molto limitata; a questo si aggiungono bassi livelli di fiducia nel sistema scolastico.

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