Countdown per gli Stati Generali. Inchiesta zona rossa, Tg4 “difende” Conte. Tg Mediaset contro il “baraccone” dell’Oms

I Tg dall’8 al 12 giugno – La settimana dell’informazione è dominata dai temi economici, che occupano il 18% delle titolazioni. Alla ricetta della “Commissione Colao” per l’avvio della Fase 3, segue il dibattito in vista degli Stati Generali, oggetto di numerose controversie e distinguo, con appelli, prese di posizioni e buoni approfondimenti (Tg3 ospita venerdì la Presidente Casellati). Spazio sui Tg Mediaset ai dati sulla disoccupazione, mentre la questione Ilva risulta più seguita martedì da Tg3 e Tg La7; duro il commento di Mentana: “La vicenda Mittal è l’esempio classico di una situazione che peggiora”.

L’inchiesta sulla “mancata zona rossa nel bergamasco”, che ha chiamato in campo anche Conte ed altri ministri, reclama tra mercoledì e venerdì 10 aperture, ma l’attenzione del primetime non va oltre il clamore iniziale. A dedicarvi maggiore interesse sono Tg4 e Tg La7. Se la testata di News Mediaset ripropone nei titoli le accuse delle opposizioni, che chiamano in campo le responsabilità dell’esecutivo, nei servizi emerge, paradossalmente, la valutazione opposta, con i commentatori di serata (l’economista Sapelli ed il direttore del Riformista Sansonetti) che criticano l’operato della magistratura, sempre pronta ad “attaccare la politica”. Su questi temi, Mentana raccoglie la valutazione del sindaco di Nembro: le maggiori responsabilità non stanno nella “colpa” di una o dell’altra parte, ma nella mancata volontà di coesione tra governo e regioni.

I dati sul contagio, con i malati che scendono sotto la soglia dei 30mila, trovano sempre meno spazio nelle scalette, raccogliendo comunque 8 aperture. L’attenzione si concentra sulla Lombardia, mentre i Tg Mediaset denunciano le contraddizioni dell’OMS attraverso le parole del virologo Crisanti, che paragona l’istituto ad un “baraccone”. Tg4 rilancia gli appelli della Fondazione Gimbe, che critica il ridotto uso dei tamponi in questa fase. L’inchiesta che sfiora il presidente Fontana viene invece citata nei titoli dal solo Tg La7.

La rabbia sociale in America, che arriva a sfogarsi “contro statue e monumenti del razzismo”, intriga molto le testate del primetime, che vi dedicano riflessioni interessanti. Buono l’editoriale del Tg5 di giovedì, che considera “francamente difficile” risolvere la questione razziale imbrattando qualche statua o togliendo dagli scaffali film considerati razzisti. Della stessa opinione Paolo Mieli, che intervistato dal Tg di Mimun condanna la distruzione delle statue, da qualunque parte politica venga. Della stessa opinione Tg3, che giovedì denuncia gli atti vandalici contro la statua di Indro Montanelli (segnalati anche venerdì). I dati negativi sul consenso per Trump, che si vedrebbe superato ampiamente dal rivale repubblicano Biden, sono proposti dal Tg5 in due diverse occasioni.

Il naufragio vicino alle coste tunisine costato la vita a 50 persone, tra donne e bambini, riporta dopo mesi d’assenza il tema dei migranti nei servizi del primetime (titolo però per solo Tg La7). Per i Tg Mediaset, la tragedia è occasione per paventare i rischi di una nuova invasione, con Studio Aperto che parla di 700mila in attesa di partire. Tg1 si limita a fornire i numeri degli sbarchi, mentre Tg5 segnala la ripresa degli arrivi dal confine sloveno. Nessuna testata ci informa sugli sviluppi della guerra in Libia, che vedrebbe dopo mesi la situazione ribaltata, con il rafforzamento del governo di Tripoli grazie alla presenza delle milizie turche.

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