Convegno “Tra Bullismo e Fragilità”

Martedì 19 dicembre 2006, alle ore 18.00 a Milano
Sala Assemblee Banca Intesa (Piazza Belgiojoso, 1)

si terrà il convegno

“Tra Bullismo e Fragilità”

Una fotografia inedita dei ragazzi attraverso la lettura dei dati contenuti nel

7° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza, realizzato dall’Eurispes e dal Telefono Azzurro.

Aprirà i lavori Daniela Mainini, Presidente Centro Studi Grande Milano

Intervengono

Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes

Ernesto Caffo, Presidente del Telefono Azzurro

Roberto Formigoni, Presidente Regione Lombardia

Livia Pomodoro, Presidente Tribunale dei Minori di Milano

Don Gino Rigoldi, Cappellano Carcere Minorile “Cesare Beccaria”

Anna Maria Dominici, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia

 

Eurispes e Telefono Azzurro, attraverso l’annuale Rapporto, giunto alla settima edizione, analizzano, con gli strumenti della ricerca sociale, le principali aree tematiche e i più rilevanti punti di criticità relativi al mondo dei bambini e degli adolescenti.

Grazie al continuo monitoraggio del mondo dei minori, Eurispes e Telefono Azzurro hanno portato per primi all’attenzione dell’opinione pubblica un fenomeno come il bullismo all’interno delle scuole che, fino a poco tempo fa, rimaneva completamente sconosciuto.

Dalle indagini realizzate è emerso, in particolare, che il 43,2% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni subisce brutti scherzi da parte dei coetanei. Il 39,6% afferma di subire provocazioni e prese in giro reiterate nel tempo, mentre il 33,6% viene offeso ripetutamente e senza motivo. Esistono però anche casi più gravi: il 20,2% dei ragazzi dichiara di essere minacciato da coetanei o ragazzi più grandi, il 12,6% di subire furti di oggetti o cibo, mentre il 12,1% sostiene di essere stato vittima di maltrattamenti ripetuti da parte di coetanei.

«Il bullismo – dichiara il Presidente dell’Eurispes, Prof. Gian Maria Fara – è un processo che si costruisce nel tempo e all’interno di relazioni. E come tale, al pari di ogni altro fenomeno, va considerato un fatto sociale. In questo senso, il bullismo si configura più come una “malattia sociale” che come una “malattia dello spirito”.

Un aspetto rilevante del bullismo è che i soggetti coinvolti provengono non più e non solo da ambiti o fasce sociali culturalmente ed economicamente deboli o di accentuata emarginazione, ma da aree e famiglie benestanti e colte.

Sintomo ed espressione di un inaspettato e insospettabile “malessere del benessere”, segnale inequivocabile – conclude il Presidente dell’Eurispes – di disagio “relazionale”, che interseca, taglia e attraversa tutte le fasce sociali».

 «Il processo di comprensione del fenomeno del bullismo – commenta il Prof. Caffo, Presidente del Telefono Azzurro – non è certo facilitato dall’interpretazione fornita dai media rispetto ai fatti di cronaca degli ultimi mesi: giornali e televisione continuano a portare all’attenzione dell’opinione pubblica casi che si manifestano come veri e propri atti di violenza, definendoli “atti di bullismo”.

Quando si parla di bullismo – continua il Presidente di Telefono Azzurro – intendiamo quegli atteggiamenti prepotenti che portano ad azioni quali: picchiare, prendere a calci o a pugni, spingere, dare pizzicotti, graffiare, mordere, tirare i capelli, appropriarsi degli oggetti degli altri o rovinarli. C’è poi un bullismo “verbale”: minacciare, insultare, offendere, prendere in giro, esprimere pensieri razzisti, estorcere denaro o beni materiali. Questi esempi ci portano a riflettere quindi sui “confini” dentro i quali si muove il fenomeno, oltre che su un altro aspetto proposto in maniera fuorviante dalla stampa: l’età dei bulli e delle loro vittime.

Il bullismo – conclude il Prof.Caffo – è un fenomeno che interessa principalmente i bambini delle elementari. Con il passaggio alle scuole medie, sia la frequenza degli episodi, sia il numero di ragazzi implicati in atti di bullismo sembrano diminuire. Alle superiori assistiamo ad un fenomeno diverso, non classificabile come “atti di bullismo”, quanto come comportamenti precursori di condotte devianti, antisociali o illegali».

 

 

 

Social Network