Nei Tg del dopo voto il trionfo dell’astensionismo e il flop delle destre

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I Tg dal 18 al 22 ottobre – I risultati dei ballottaggi delle comunali assorbono le aperture della prima parte della settimana dell’informazione sui Tg. Davanti ad un’ulteriore, netta, vittoria del centro-sinistra che conquista la Capitale e quasi tutti i principali capoluoghi contesi, le testate prendono atto del nuovo scenario, con i Tg Mediaset che nicchiano sulle sconfitte della destra e Tg5 che pone al centro il problema dell’astensionismo.

Berlusconi al Quirinale, desiderio o sogno?

A tener banco nel cuore delle edizioni sono le conseguenze del voto, che portano il Partito democratico a ribadire l’apertura verso tutte le forze di sinistra, mentre il cntro-destra tenta di serrare i ranghi con un vertice a tre dei leader. Poco spazio al dopo voto per i Tg Rai, dai quali emerge un certo imbarazzo a delineare i nuovi scenari dei Cinque Stelle. Grande risalto, ancora una volta, alla figura di Silvio Berlusconi, con i Tg Mediaset che ribadiscono il ruolo di una Forza Italia “centro” della coalizione e perno dell’identità europeista del Paese, mentre sorvolano sulle divisioni interne al partito, segnalate, invece, in più occasioni, dal Tg La7. Ad attirare l’interesse delle edizioni è soprattutto l’intervento con cui l’ex Premier esprime apertamente il suo essere contrario ad aver Mario Draghi al Quirinale, mantenendolo, dunque, a Palazzo Chigi, lasciando così intendere di ambire a quella posizione. Un “sogno” – come lo descrive Enrico Mentana in alcune titolazioni – reso più reale, venerdì, anche dalla nuova assoluzione da uno dei filoni del processo “Ruby ter”, che sui Tg Mediaset ha prodotto diversi interventi ed editoriali. Sempre agguerrito il Tg4, che, mercoledì, mette nuovamente alla berlina il Movimento 5 Stelle, rilanciando le confessioni di un agente del regime di Chavez, secondo il quale “il dittatore” avrebbe finanziato per più di un decennio diversi partiti e gruppi amici sia in America sia in Europa, tra i quali, appunto, i 5 Stelle.

La discussione sulla legge di bilancio, che investe alcuni provvedimenti simbolo del Governo giallo-verde, reclama le restanti aperture fino al vertice europeo di venerdì. Con il definitivo tramonto in Europa dell’era Merkel, omaggiata nei titoli dai Tg delle 20, tutti rilanciano gli interventi di Draghi, il solo ad emanare un clima di fiducia, che però non cancella le incertezze prodotte dalle difficoltà legate alla Polonia (riferimenti in 10 titoli), dalla prospettiva di rincari sull’energia e dalle divisioni sulla gestione dei flussi migratori.

Green pass, rientrano le tensioni. Regno Unito, Russia e Brasile: riesplode il contagio

Minor spazio in settimana alle tensioni che hanno accompagnato le manifestazioni dei “no Green pass”, in uno scenario che registra l’aumento dei vaccinati, ma anche il picco dei dipendenti che si mettono in malattia, come segnalato da diversi servizi. Aperture per molti, giovedì, sulla manifestazione dei portuali di Trieste annullata in extremis, a fronte del potenziale arrivo di gruppi d’infiltrati, tra cui black bloc.

Sul fronte del contagio, il prime time rilancia le dichiarazioni del Premier, che sottolinea come il Paese abbia battuto sul tempo tutti gli altri partner in tema di vaccinazioni, anche se restano i timori per quei 7,5 milioni di non vaccinati. Maggiore preoccupazione nasce, tuttavia, dai numeri degli altri paesi, con l’impennata dei positivi nel Regno Unito che si accompagnerebbe all’emergere di una nuova variante. Approfondimenti per il Tg5, che lunedì si concentra sulla drammatica situazione in Brasile, mentre Tg la7 segnala con grande preoccupazione il picco di morti giornalieri raggiunto in Russia. Sempre di Russia si parla, in diverse edizioni, per l’assegnazione al dissidente russo, Alexei Navalny, del premio Sacharov per la libertà di pensiero decisa dal Parlamento europeo.

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