Il Vaping in Europa, un mercato in crescita. I risultati dello studio dell’Eurispes

Nell’ambito del suo impegno nel combattere le malattie legate al tabacco, l’Eurispes ha condotto uno studio a livello europeo sul ruolo dei nuovi strumenti per superare la combustione, che è la causa principale delle malattie  tabacco-correlate. Lo studio realizzato dall’Eurispes si concentra sul consumo di sigarette elettroniche nell’Ue, analizzando i diversi orientamenti in materia di salute pubblica ed esplorando gli aspetti occupazionali e della catena di vendita dell’industria del vaping in 14 Paesi europei. I risultati rivelano un panorama variegato, caratterizzato da diversi livelli di sviluppo del mercato.

Seguendo un approccio quantitativo descrittivo, i dati sono stati ottenuti da studi primari internazionali e nazionali e da una ricerca empirica con un questionario nella seconda metà del 2021. Per il questionario è stata utilizzata una struttura a domande aperte, distribuita via e-mail tra le associazioni nazionali di categoria del vaping, i produttori e i rivenditori. È stato possibile raccogliere dati per i seguenti mercati: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna e Regno Unito, analizzati con statistiche descrittive.

Per quanto riguarda la prevalenza dei fumatori e degli utilizzatori di sigarette elettroniche, lo studio dell’Eurispes rivela come il numero di consumatori di sigarette elettroniche (i cosiddetti vapers) sia piuttosto eterogeneo nei mercati esaminati. Mentre il Regno Unito mostra un numero piuttosto significativo di vapers, pari al 6%, in Paesi come la Romania il vaping è meno diffuso, con un numero di utenti pari all’1,5%. I dati indicano la presenza di 6 milioni di vapers in 11 dei 14 mercati osservati all’interno dello studio.

Le quote più alte di vapers nei mercati monitorati si trovano in Lituania, con una percentuale dell’11,5% tra la popolazione adulta, in Irlanda e nel già citato Regno Unito, con una quota di vapers del 6,7% ciascuno, seguiti dalla Francia, con una prevalenza del vaping del 5,8% tra la popolazione di età pari o superiore ai 18 anni. L’uso regolare di sigarette elettroniche è meno comune in Lettonia, Polonia, Romania e Spagna, dove il numero di vapers rimane compreso tra l’1,1% e l’1,9%.

Nel 2020 la popolazione adulta totale dei Paesi presi in considerazione dallo studio superava i 335 milioni, con un numero di fumatori di 82 milioni (24% della popolazione adulta), più di 656.000 decessi annuali per malattie legate al tabacco e un costo totale per i sistemi sanitari nazionali di oltre 99 miliardi di euro all’anno.

Lettonia, Grecia e Romania presentano i tassi di fumo più elevati, con oltre un terzo di fumatori nella popolazione adulta. I tassi più bassi di fumatori si registrano in Danimarca con il 16% e nel Regno Unito, leader nella prevenzione del tabagismo con una percentuale di fumatori del 12,8% tra la popolazione adulta. Il numero di svapatori mostra una leggera correlazione negativa con il numero di fumatori, indicando che un uso più diffuso delle sigarette elettroniche potrebbe corrispondere a una diminuzione dei tassi di fumo.

Analizzando i canali di distribuzione e i dati relativi alla forza lavoro, è stato possibile identificare 1.600 aziende produttrici di sigarette elettroniche in 11 dei Paesi presi in esame. Quasi tutte sono piccole e medie imprese. Inoltre, quasi 600 aziende operano nell’importazione e nella distribuzione. Nel settore della vendita al dettaglio ci sono più di 12.000 negozi specializzati, ma i prodotti per sigarette elettroniche sono disponibili anche in quasi 150.000 negozi generici. Le quote dei negozi online variano dal 10% in Germania al 40% nei Paesi Bassi e in Irlanda. I Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale tendono a mostrare un livello più elevato di utilizzo delle sigarette elettroniche, con maggiori volumi di mercato e un numero più elevato di occupati nel settore.

È particolarmente rilevante sottolineare il volume della forza lavoro direttamente impiegata dall’industria delle sigarette elettroniche nei Paesi considerati, pari a 77.000 unità lavorative.

Le Autorità di molti paesi dell’Unione europea mostrano ancora una sostanziale chiusura nei confronti dell’utilizzo delle sigarette elettroniche come strumento di riduzione del rischio, applicando spesso a questi nuovi dispositivi le stesse tasse previste per gli altri prodotti tradizionali a combustione. Al contrario, altri Paesi, come il Regno Unito, mostrano un approccio più aperto verso questi nuovi dispositivi, con un promettente ritorno in termini di salute pubblica.

La ricerca dell’Eurispes evidenzia che, mentre il mercato del vaping è in crescita in Europa, la stessa regolamentazione sui prodotti del tabacco da combustione è spesso applicata ai prodotti del vaping, rendendo impossibile informare gli utenti rispetto al potenziale di riduzione dei rischi per la salute di questi nuovi dispositivi.

La ricerca è visualizzabile al seguente link https://eurispes.eu/ricerca-rapporto/studio-sul-vaping-in-europa-2022/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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