Un passo avanti, due indietro

La resa incondizionata dei partiti – indicati con il voto e chiamati dagli elettori a governare – ad un governo tecnico che portasse a termine il “lavoro sporco” per farci rientrare nei parametri di risanamento del debito concordati con l’Europa, non è stata una delle migliori pagine della nostra democrazia. E di certo gli italiani non sembrano aver gradito.

L’anno che inizia offre lo scenario di un Paese stremato non solo dalle ricadute di una crisi economica che non accenna a mitigare i suoi effetti, ma anche da una instabilità e un’incertezza sul fronte della politica, che non si registra in nessun’altro Stato dell’Unione europea. Le elezioni politiche e amministrative ci attendono dietro l’angolo e su di esse cala l’ombra di possibili, probabili, risultati che potrebbero gettare il Paese nell’ingovernabilità. Questo, anche a causa della incapacità dimostrata dai diversi schieramenti di ricompattarsi attorno ad un progetto e di lavorare per obiettivi comuni per tirare fuori l’Italia dall’empasse nel quale sembra essersi arenata. Una responsabilità, questa, condivisa con la classe dirigente generale del Paese, non solo dalla politica quindi, ma anche da tutti coloro che possono influenzare i processi decisionali e innescare cambiamenti.
Lo scorso anno segnalavamo come il dato sul fronte della sfiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni fosse il più alto registrato, rispetto alla serie storica 2004-2012, segnando un trend in crescita che non si è mai arrestato negli anni considerati e, quindi, un graduale inesorabile divario e una distanza insanabile tra il corpo sociale e tutte quelle realtà istituzionali che dovrebbero essere preposte a rappresentarlo, ma che di fatto hanno dimostrato di vivere “arroccate nel Castello”, completamente avulse dalle istanze e dai bisogni reali dei cittadini, asfittiche e autoreferenziali.
Per il 2013 ancora dobbiamo evidenziare un ulteriore peggioramento nel giudizio degli italiani nei confronti delle Istituzioni e un grado di sfiducia che sale dal 71,6% del 2012 al 73,2% di quest’anno.

Tabella 1
Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è…
Anno 2013
Valori percentuali

Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è…

2013

Aumentata

5,3

Diminuita

73,2

Rimasta invariata

19,1

Non sa/non risponde

2,5

Totale

100,0

Fonte: www.eurispes.eu.

L’aumento dei delusi, tra un anno e l’altro, passa dal 68,5% del 2011 al 73,2% del 2013 e, raffrontato con il 2010 (45,8%), quest’ultimo dato segna un incremento superiore al 27%; prendendo invece come base il 2004, anno della prima rilevazione, si evince che il dato riferibile a quanti indicano una diminuzione della propria fiducia ha subìto un incremento oltre il 35%.
Sul versante di quanti segnalano invece un aumento della propria fiducia, sebbene si registri un lieve passo in avanti (+1,2%), occorre tenere in considerazione che si tratta di una quota decisamente minoritaria (5,3% nel 2013, mentre erano il 4,1% nel 2012).
I cittadini che riferiscono un grado di fiducia rimasto invariato nel corso dell’anno appena passato si attestano al 19,1%. Anche in questo caso, si osserva un trend discendente: se la stabilità di giudizio riguardava nel 2004 la metà dei cittadini (51,5%), la quota di quanti indicano che la propria fiducia nelle Istituzioni è rimasta invariata è stata intaccata negli anni, passando dal 40% circa del 2007-2008 al 27,5% del 2011 fino a poco più del 19% nel 2013, passando per il 21,6% del 2012 (tabella 2).

Tabella 2
Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è…
Serie storica
Valori percentuali

Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è…

Anni

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

Aumentata

8,9

7,4

4,1

9,9

5,1

10,5

39,0

2,2

4,1

5,3

Diminuita

38,0

36,5

49,2

46,7

49,6

55,6

45,8

68,5

71,6

73,2

Rimasta invariata

51,5

53,9

44,1

40,0

40,7

32,6

14,1

27,5

21,6

19,1

Non sa/non risponde

1,6

2,2

2,1

3,4

4,6

1,3

1,1

1,8

2,7

2,5

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

Fonte: www.eurispes.eu.

Il sentimento di sfiducia nelle Istituzioni ha interessato in particolar modo le donne che, con maggiore frequenza rispetto agli uomini, indicano una disaffezione (77,9% contro il 68,3%) e allo stesso tempo fanno registrare una percentuale inferiore quando ad essere considerati sono l’aumento della fiducia (3,1% contro il 7,6% degli uomini) e l’indicazione che quest’ultima non abbia subìto variazioni (tabella 3).

Tabella 3
Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è… Per sesso
Anno 2013
Valori percentuali

Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è…

Sesso

Maschi

Femmine

Aumentata

7,6

3,1

Diminuita

68,3

77,9

Rimasta invariata

20,8

17,4

Non sa/non risponde

3,3

1,6

Totale

100,0

100,0

Fonte: www.eurispes.eu.

Scorporando i dati per classi d’età, gli sfiduciati sono rappresentati soprattutto dagli ultrasessantacinquenni (76,4%), insieme a quanti hanno un’età tra i 45 e i 64 anni (75,4%) seguiti dai 35-44enni. D’altronde, si parla in questi casi di quelle fasce d’età maggiormente toccate, per diversi motivi, sia dalla crisi sia dalle ultime misure correttive che dovrebbero “riportarci” in Europa: i pensionati, colpiti dall’aumento della tassazione sulle pensioni (anche quelle di invalidità), che stanno scivolando sempre più verso una condizione di forte indigenza e coloro i quali (45-64 anni), in parte, stanno uscendo dal mondo del lavoro, ma trovano le regole del pensionamento decisamente modificate. Sono questi, insieme ai primi, i “nonni d’Italia” che hanno sostenuto con il loro lavoro e le loro pensioni i propri figli e i figli dei propri figli, hanno intaccato i loro risparmi o hanno messo a disposizione la casa di proprietà, conquistandosi un ruolo da veri a propri ammortizzatori sociali contro la crisi. Sono quelle fasce d’età che storicamente sono più aderenti alle Istituzioni e a ciò che rappresentano, che invece oggi segnano il distacco più profondo della società.
I trentacinque-quarantaquattrenni sono infine quella “generazione di mezzo” che non riesce ad intravedere un futuro migliore e, che spesso, è costretto a far affidamento sulle risorse messe a disposizione dalle generazioni precedenti.

Tabella 4
Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è… Per fasce d’età
Anno 2013
Valori percentuali

Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è…

Fasce di età

18-24 anni

25-34 anni

35-44 anni

45-64 anni

65 anni e oltre

Aumentata

7,9

6,5

3,5

5,7

4,4

Diminuita

66,9

68,3

73,7

75,4

76,4

Rimasta invariata

19,2

22,8

19,6

17,1

18,6

Non sa/non risponde

6,0

2,4

3,2

1,8

0,7

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

Fonte: www.eurispes.eu.

Sebbene gli alti livelli di sfiducia percorrano in maniera omogenea tutta la Penisola (tabella 5), è interessante segnalare il dato registrato nel Nord-Est, un’area particolarmente critica, nella quale le Istituzioni non raccolgono l’apprezzamento dei cittadini nel 76% dei casi (il dato è secondo, a breve distanza, solo a quello del Centro).  Sull’altro versante, quello di un sentimento di fiducia aumentata, invece, sono il Sud (8,1%) e le Isole (6%) a far registrare una percentuale maggiore rispetto alle altre aree geografiche.

Tabella 5
Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è… Per area geografica
Anno 2013
Valori percentuali

Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è…

Area geografica

Nord-Ovest

Nord-Est

Centro

Sud

Isole

Aumentata

5,2

3,4

4,0

8,1

6,0

Diminuita

69,0

76,0

77,4

71,8

73,7

Rimasta invariata

25,1

18,6

16,5

15,0

18,0

Non sa/non risponde

0,7

2,0

2,0

5,1

2,4

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

Fonte: www.eurispes.eu.

Prendendo in considerazione il grado di istruzione dei cittadini intervistati, il numero di quanti indicano una fiducia in diminuzione nei confronti delle Istituzioni si attesta circa al 75%. L’unica eccezione è rappresentata dai laureati e quanti sono in possesso di un master che si attestano al 68,3%.

Tabella 6
Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è… Per titolo di studio
Anno 2013
Valori percentuali

Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è…

Titolo di studio

Nessuno/licenza elementare

Licenza media

Diploma di maturità

Laurea/master

Aumentata

2,7

4,7

4,7

7,5

Diminuita

75,7

74,4

75,1

68,3

Rimasta invariata

13,5

18,0

18,6

21,8

Non sa/non risponde

8,1

3,0

1,6

2,4

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

Fonte: www.eurispes.eu.

Anche per quanto riguarda l’area di appartenenza politica dei cittadini, la sfiducia nelle Istituzioni è trasversale (in media il 70%), ma più moderata tra quanti si sentono rappresentati dalle coalizioni di centro (56,7%) e di centro-sinistra (63,8%).

Tabella 7
Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è… Per area politica di appartenenza
Anno 2013
Valori percentuali

Nell’ultimo anno la sua fiducia nelle Istituzioni è…

Area politica

Sinistra

Centro-sinistra

Centro

Centro-destra

Destra

Nessuna area politica

Aumentata

6,9

8,5

13,3

2,8

7,4

2,3

Diminuita

75,7

63,8

56,7

79,4

78,7

78,4

Rimasta invariata

16,8

26,4

28,9

16,1

13,9

17,0

Non sa/non risponde

0,6

1,3

1,1

1,7

0,0

2,3

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

Fonte: www.eurispes.eu.

Un inesorabile declino

Le tabelle che seguono mostrano un quadro riepilogativo dei risultati ottenuti nella rilevazione del livello di apprezzamento dei cittadini in riferimento alle principali Istituzioni del nostro Paese. La prima considerazione che emerge dalla lettura dei dati è che in nessun caso il numero dei cittadini che affermano di riporre la propria fiducia nelle Istituzioni prese in considerazione arriva a raccogliere la metà del campione, mantenendosi al di sotto del 45%, o rovinosamente, al di sotto del 10%. È quest’ultimo il caso del Parlamento che raccoglie solamente il 9% dei consensi assoluti, neanche un cittadino su dieci.
D’altronde, l’introduzione delle nuove regole elettorali, ribattezzate, in maniera mai così ironicamente azzeccata da G. Sartori, “Porcellum”, hanno accompagnato, dalla loro introduzione ad oggi, il progressivo allontanamento dei cittadini  dall’organo di massima rappresentatività degli elettori stessi. Spogliati di ogni possibilità di esprimere i propri rappresentanti attraverso il diritto del voto, gli italiani hanno assistito con sempre maggiore attonito sbigottimento allo spettacolo di arte varia offerto dagli “Onorevoli sconosciuti” che sfilano da anni tra gli scranni del Parlamento o, peggio ancora, sgomitano per ritagliarsi un posto al sole sulle riviste di gossip o nei talk show televisivi. Pescati dalle fila dei parenti, degli amici, delle amanti, provenienti da professioni e da esperienze lontani anni luce dalla gloriosa storia della politica italiana del recente passato, sono stati inseriti in liste bloccate e iperblindate dalle stesse dirigenze dei partiti che hanno preferito circondarsi di servi sciocchi piuttosto che rendere giustizia ad un Paese ricco di potenzialità, di storia e di futuro, regalandoci una schiera di personaggi in cerca d’autore impegnati quotidianamente nella lotta per riuscire a tenere il proprio posto quel tanto che basta da far scattare la pensione parlamentare.
A nulla sono serviti gli appelli e le sollecitazioni del Presidente Napolitano affinché le forze politiche trovassero, dopo anni di estenuante dibattito e un ormai acclarato grado di incostituzionalità delle regole elettorali, il coraggio di riformare i meccanismi del voto prima delle imminenti elezioni. E così, oggi, ci troviamo, forse più consapevolmente, dove eravamo rimasti. Ancora al punto di partenza.

Tabella 8
Può esprimere il suo livello di fiducia nel Governo, nel Parlamento, nella Magistratura e nel Presidente della Repubblica?
Anno 2013
Valori percentuali(*)

Può esprimere il suo livello di fiducia nel Governo, nel Parlamento, nella Magistratura e nel Presidente della Repubblica?

Fiduciosi

Non fiduciosi

Non sa/non risponde

Totale

Presidenza della Repubblica

44,7

52,8

2,5

100,0

Magistratura

42,0

56,4

1,6

100,0

Governo

15,9

82,8

1,3

100,0

Parlamento

9,0

89,7

1,4

100,0

 (*) Le percentuali si riferiscono ai soggetti che attribuiscono abbastanza o massima fiducia alle Istituzioni.
Fonte: www.eurispes.eu.

La serie storica dei dati offre ulteriori spunti di analisi e di riflessione. Il Governo non ha mai raccolto dal 2004 un aumento della fiducia massima che oltrepassasse la soglia del 10%, registrando il picco nel 2007 con il 9,9%. Allo stesso tempo, la spirale di sfiducia che si era leggermente attenuata nel passaggio dal governo Berlusconi a quello Monti è tornata a crescere, attestandosi quasi ai livelli precedenti.
Un discorso analogo può essere fatto per il Parlamento che negli ultimi dieci anni non è mai riuscito a superare il 7,6% del 2007 del massimo gradimento dei cittadini e che colleziona, dallo scorso anno ad oggi, un inasprimento della quota di quanti riferiscono di non riporvi alcuna fiducia di quasi 8 punti percentuali, arrivando a più della metà del campione (51,3%).
Anche la figura del Presidente della Repubblica fa registrare da una parte un calo dei consensi tra il 2012 e il 2013 e, dall’altra, un aumento degli sfiduciati. Fa eccezione in questo quadro, la Magistratura che dopo la flessione dello scorso anno torna a crescere lievemente, confermando il trend altalenante che ha caratterizzato il giudizio dei cittadini nei confronti di questa Istituzione nel corso degli anni dal 2004 all’ultima rilevazione. La Magistratura inoltre sale solo nei giudizi che indicano la massima fiducia, facendo registrare nel dato complessivo (“molta” + “abbastanza” fiducia) solo un +5% di consensi (tabella 9).

Tabella 9
Può esprimere il suo grado di fiducia nel Governo, nel Parlamento, nella Magistratura e nel Presidente della Repubblica?
Serie storica
Valori percentuali

Presidente della Repubblica

Risposte

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

Molta fiducia

37,0

45,6

25,5

24,4

16,0

21,0

32,5

31,6

27,0

19,3

Abbastanza fiducia

43,0

33,4

40,1

38,8

42,5

41,1

35,4

36,6

35,1

25,4

Poca fiducia

12,9

13,4

21,6

20,7

24,0

24,6

22,0

17,4

23,5

24,7

Nessuna fiducia

4,2

5,2

9,1

12,4

12,4

9,0

7,5

10,2

12,0

28,1

Non sa/non risponde

2,9

2,4

3,7

3,7

5,1

4,2

2,6

4,2

2,4

2,5

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

Governo

Molta fiducia

5,7

8,6

2,7

9,9

3,3

6,4

5,5

1,7

2,8