{"id":2631,"date":"2013-10-19T10:12:05","date_gmt":"2013-10-19T08:12:05","guid":{"rendered":"https:\/\/eurispes.eu\/introduzione-agromafie-2-rapporto-sui-crimini-agroalimentari-in-italia-di-gian-maria-fara-presidente-eurispes\/"},"modified":"2013-10-19T10:12:05","modified_gmt":"2013-10-19T08:12:05","slug":"introduzione-agromafie-2-rapporto-sui-crimini-agroalimentari-in-italia-di-gian-maria-fara-presidente-eurispes","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/eurispes.eu\/en\/introduzione-agromafie-2-rapporto-sui-crimini-agroalimentari-in-italia-di-gian-maria-fara-presidente-eurispes\/","title":{"rendered":"Introduzione Agromafie. 2\u00b0 Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia &#8211; di Gian Maria Fara, Presidente Eurispes"},"content":{"rendered":"<\/p>\n<p class=\"RITITOLO\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2629\" src=\"https:\/\/eurispes.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Eurispes-Coldiretti.png\" width=\"391\" height=\"104\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/eurispes.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Eurispes-Coldiretti.png 1061w, https:\/\/eurispes.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Eurispes-Coldiretti-768x205.png 768w, https:\/\/eurispes.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Eurispes-Coldiretti-640x170.png 640w, https:\/\/eurispes.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Eurispes-Coldiretti-600x160.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><br \/><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"RITITOLO arancione\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">AGROMAFIE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"RETITOLO arancione\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">2\u00b0Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"RETITOLO blu\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Introduzione di Gian Maria Fara, Presidente del\u2019Eurispes<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span class=\"RItestodelparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue'; mso-bidi-font-family: Arial;\">&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"RITITOLOCENTRATO\"><a name=\"_Toc243801565\"><\/a><span class=\"blu\">Dall\u2019Italian sounding all\u2019Italian laundering<\/span><span class=\"blu\" style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\"><\/span><\/p>\n<p class=\"atitoloparagrafo\" style=\"margin-right: 66.3pt;\"><strong><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue'; color: black; letter-spacing: -0.3pt;\">L\u2019appetito delle mafie<\/span><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">A fronte di una tangibile centralit\u00e0 dei temi legati al cibo ed all\u2019alimentazione nel dibattito mediatico, negli interessi di fasce eterogenee della popolazione, nella formazione di nuove tendenze culturali, ma anche nei comportamenti di consumo in tempi di crisi e nella percezione nazionale ed internazionale del Made in Italy, a livello istituzionale, l\u2019agricoltura continua a rivestire in questi anni il ruolo della Cenerentola.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Nel dibattito politico, occuparsi di alimentazione, ambiente, territorio, agricoltura sembra in molti casi un impegno accessorio, piuttosto che dovuto ad uno dei pi\u00f9 grandi tesori del nostro Paese. Eppure, la gestione delle questioni riguardanti l\u2019agricoltura si riverbera sul territorio, sul turismo, sulla salute, sull\u2019ecologia, sull\u2019economia in generale. Tutti \u00e0mbiti connessi pi\u00f9 o meno direttamente con cibo ed agricoltura.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Per questa ragione una politica sul tema dovrebbe essere interdisciplinare. Attualmente, al contrario, Ministeri diversi intervengono su aspetti parziali della questione, prendendo talvolta decisioni inconciliabili tra loro.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Da anni viene proposta da pi\u00f9 parti l\u2019istituzione di un Ministero dell\u2019Alimentazione con competenze agricole e forestali, energetiche, ambientali, ma anche economiche, commerciali, educative, senza che questo appello trovi reale ascolto. Cos\u00ec come occorrerebbe comprendere l\u2019importanza della formazione degli stessi magistrati, spesso impegnati nella lotta alle attivit\u00e0 di penetrazione delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare senza una specifica e approfondita esperienza. Tanto \u00e8 confusa e contraddittoria l\u2019azione dello Stato tanto \u00e8 viva e mirata quella delle organizzazioni criminali.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Queste non hanno mai trascurato il settore alimentare ed oggi pi\u00f9 che mai appaiono lungimiranti nel coglierne la centralit\u00e0 e le immense potenzialit\u00e0 di guadagno. \u00c8 peculiarit\u00e0 del moderno crimine organizzato estendere con approccio imprenditoriale il proprio controllo dell\u2019economia invadendo i comparti che si dimostrano strategici ed emergenti, come \u00e8 appunto quello dell&#8217;agroalimentare. La conquista di una fetta importante di questo settore da parte delle organizzazioni mafiose rientra quindi nel processo, osservato in questi anni, di consolidamento come holding finanziaria attiva praticamente in tutti gli \u00e0mbiti dell&#8217;economia. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">In questa opera di infiltrazione le mafie stanno approfittando della crisi per penetrare anche nell\u2019imprenditoria legale, visto che quello dell&#8217;agroalimentare rimane un comparto vivo, a differenza di altri, perch\u00e9 del cibo, anche in tempi di difficolt\u00e0, nessuno potr\u00e0 fare a meno quali che siano le circostanze e indipendentemente dalle congiunture economiche. Controllano in molti territori la distribuzione e talvolta anche la produzione del latte, della carne, della mozzarella, del caff\u00e8, dello zucchero, dell\u2019acqua minerale, della farina, del pane clandestino, del burro e, soprattutto, della frutta e della verdura.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Potendo contare costantemente su una larghissima ed immediata disponibilit\u00e0 di capitali e sulla capacit\u00e0 di condizionamento, quando non di intimidazione, degli stessi organi preposti alle autorizzazioni ed ai controlli, spesso si sostituiscono alla stessa imprenditoria legale. Con i classici strumenti dell\u2019estorsione e dell\u2019intimidazione impongono la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali. Approfittando della crisi economica, delle restrizioni nella concessione del credito alle aziende, rilevano direttamente imprese ed attivit\u00e0 commerciali. Sono almeno 5.000 i locali di ristorazione in Italia direttamente in mano alla criminalit\u00e0 organizzata (bar, ristoranti, pizzerie), nella maggioranza dei casi intestati a prestanome. Questi esercizi non garantiscono solo profitti diretti, ma vengono utilizzati anche come centrali sul territorio per il riciclaggio del denaro sporco. In alcuni casi, affiliati dei clan rappresentano specifici marchi alimentari la cui commercializzazione impongono nella loro zona di influenza. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">L\u2019attivit\u00e0 mafiosa esprime una vasta gamma di reati: usura, racket estorsivo, furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato, macellazioni clandestine, danneggiamento delle colture, contraffazione e agropirateria, abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo, caporalato, truffe ai danni dell&#8217;Unione europea. Si stima che il volume d&#8217;affari complessivo dell&#8217;agromafia sia quantificabile in circa 14 miliardi di euro: solo due anni fa questa cifra si attestava intorno ai 12,5 miliardi.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">L\u2019Osservatorio Flai Cgil contro le agromafie e il caporalato denuncia come su 1.708 aziende confiscate alle mafie oltre una novantina siano attive in \u00e0mbito agricolo; degli 11.238 beni confiscati, ben 2.500 sono terreni con destinazione agricola.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che ogni anno l\u2019Unione europea eroga all\u2019Italia 7 miliardi di euro per il sostegno all\u2019agricoltura, una cifra che non pu\u00f2 non sollecitare l\u2019appetito mafioso. Come recentemente denunciato dalla Guardia di Finanza, che ha attivato controlli sul corretto funzionamento del sistema delle erogazioni pubbliche in agricoltura, \u00e8 ormai evidente il ruolo esercitato dalle organizzazioni criminali sempre pi\u00f9 attive sul fronte delle truffe e dell\u2019indebita percezione di contributi comunitari destinati agli operatori del settore.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Le organizzazioni mafiose sono consapevoli che si tratta di un settore che garantisce guadagni diffusi e costanti nel tempo con scarsissimi rischi. Ma ci\u00f2 \u00e8 possibile soprattutto perch\u00e9 le sanzioni penali previste per questo tipo di reati continuano ad essere del tutto insufficienti e comunque non adeguate alla gravit\u00e0 dei fatti. Il nostro sistema legislativo protegge meglio il capitale economico che la salute degli individui, poich\u00e9 nell\u2019incontro tra diritto germanico e diritto romano sembra aver prevalso il primo, che puniva con maggiore severit\u00e0 i reati contro il patrimonio piuttosto che quelli contro la persona.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Inoltre, a parte la scarsa incisivit\u00e0 delle misure e sanzioni, quella che sembra silenziosamente affermarsi \u00e8 una vera e propria depenalizzazione strisciante dei reati ambientali e di quelli legati alla tutela della salute pubblica.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Grazie a questa fragilit\u00e0 del sistema legislativo italiano ed a queste carenze sul fronte della repressione, le mafie stanno imponendo il proprio controllo sulla produzione, il trasporto e la vendita di prodotti alimentari.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Mettendo le mani sul comparto alimentare, le mafie hanno inoltre la possibilit\u00e0 di affermare il proprio controllo sul territorio. Non solo si appropriano di vasti settori dell\u2019agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza ed il libero mercato legale e soffocando l\u2019imprenditoria onesta, ma compromettono in modo gravissimo la qualit\u00e0 e la sicurezza dei prodotti, con l\u2019effetto indiretto di minare profondamente l\u2019immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy. Le organizzazioni, quando operano direttamente o controllano indirettamente le aziende, abbassano infatti in maniera sistematica la qualit\u00e0 delle produzioni sotto il limite di sicurezza pur di massimizzare i profitti.<\/span><\/p>\n<p class=\"atitoloparagrafo\"><strong><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Dall\u2019Italian sounding all\u2019Italian laundering<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span>Il cibo insomma come nuova frontiera dell\u2019arricchimento mafioso che sviluppa nuove e continue forme di occupazione della filiera alimentare. Un business che vede nuovi protagonisti che via via sostituiscono quelli tradizionali, espressione di falsi, sofisticazioni e truffe di dimensioni locali e spesso artigianali. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Ormai al grande affare del cibo concorrono nuovi attori capaci di impostare un vero e proprio piano industriale, di operare sui mercati finanziari e gestire i rapporti col sistema bancario e con i grandi buyer, di svolgere attivit\u00e0 di lobbying, di orientare scelte e decisioni politiche, di condizionare l\u2019attivit\u00e0 stessa di prevenzione e repressione delle Forze dell\u2019ordine, di vanificare, attraverso impercettibili modifiche nell\u2019etichettamento di un prodotto, anni di battaglie per la trasparenza e la tutela della qualit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">\u00c8 la nuova mafia dei colletti bianchi, che orienta, smista, gestisce, dispone spesso a danno degli interessi nazionali in spregio alle vocazioni e alle attese dei territori e di quegli operatori che si ostinano a considerare la produzione di cibo sano e genuino una vera e propria missione.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Nel primo Rapporto sulle agromafie avevamo quantificato in 60 miliardi di euro l\u2019anno il business dell\u2019Italian sounding, ovvero il fenomeno della imitazione e falsificazione dei prodotti italiani operate da aziende straniere o anche spesso da aziende italiane che, attraverso la delocalizzazione e l\u2019utilizzo di materie prime \u201caltre\u201d, sfruttano con richiami semantici e visivi il brand italiano causando enormi danni alla nostra produzione agro-alimentare, soprattutto con l\u2019introduzione nei mercati internazionali di prodotti di scarsa, quando non infima, qualit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Il fenomeno dell\u2019Italian sounding registra ora una ulteriore sofisticata evoluzione: non si investe pi\u00f9 solamente sulla creazione all\u2019estero di pseudo-aziende che imitino i nostri prodotti, ma si acquisiscono direttamente antichi e prestigiosi marchi legati alla storia e alla cultura dei nostri territori, li si svuota dei contenuti di sapienza, di conoscenza, di tradizione, di qualit\u00e0 e attraverso di essi si veicolano e si commercializzano produzioni dall\u2019origine incerta, ambigua e spesso pericolosa, cos\u00ec come spesso incerta, ambigua e pericolosa \u00e8 la stessa provenienza dei capitali impiegati nelle acquisizioni. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Siamo passati dall\u2019Italian sounding all\u2019Italian laundering con pezzi interi della nostra economia ormai utilizzati per il lavaggio del denaro sporco. Basterebbe, per rendersene conto, pensare ai diversi e spesso non del tutto comprensibili passaggi di mano nel controllo di importanti aziende. Prima comprate, poi rivendute, poi ancora ricomprate. Troppi giri e troppe alchimie per non lasciarsi prendere dall\u2019ombra del sospetto. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">All\u2019interno di un sistema finanziario globalizzato diventa sempre pi\u00f9 arduo ricostruire l\u2019origine e i percorsi dei capitali impiegati cos\u00ec come dei vari interessi ad essi riconducibili. \u00c8 certo per\u00f2 che questi interessi, il pi\u00f9 delle volte, non corrispondano a vere vocazioni imprenditoriali, ma siano organizzati secondo la logica del massimo sfruttamento e del massimo rendimento al minor costo possibile attraverso una produzione di massa nella quale la qualit\u00e0 ha un posto assolutamente irrilevante.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Accade cos\u00ec che, dietro la facciata dei marchi legati al nostro immaginario collettivo, si celino contenuti raccattati in giro per il mondo, conservati e trattati in spregio alle pi\u00f9 elementari norme di sicurezza, rettificati, aggiustati, corretti, insomma sofisticati sino a raggiungere una minima somiglianza con quelli che un tempo erano stati i prodotti originali. Ci\u00f2 vale in particolar modo per l\u2019olio, i pomodori inscatolati, le produzioni lattiero-casearie e per tanti altri alimenti il cui elenco si allunga ogni giorno di pi\u00f9. Per non parlare del business che si \u00e8 sviluppato nella produzione di mangimi per gli animali nella cui preparazione vengono utilizzati ogni sorta di rifiuti, di scarti di lavorazione attraverso processi di vera e propria trasformazione chimica. Stessa sorte tocca spesso, cos\u00ec come diverse indagini della magistratura confermano, ai cibi destinati al consumo quotidiano sulle nostre tavole: cibi scaduti da anni, adulterati e immessi nei principali circuiti di vendita senza nessuno scrupolo e nessun rispetto per la salute dei consumatori.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Le mafie, \u00e8 noto, hanno una forte \u201cvocazione economica\u201d e tendono non solo a sfruttare ogni possibile spazio all\u2019interno dell\u2019economia sana infettandolo con la propria presenza, ma anche, in molti casi, addirittura ad occupare interi comparti produttivi. Le pi\u00f9 recenti indagini confermano non solo una sempre pi\u00f9 forte e marcata presenza delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare ma una vera e propria riconversione delle tradizionali ecomafie (delle quali l\u2019Eurispes, il Noe e Legambiente avevano denunciato il ruolo all\u2019inizio degli anni Novanta) in agromafie. Spesso, infatti, le indagini confermano la presenza \u2013 nelle fasi della produzione, trasporto e commercializzazione \u2013 degli stessi sodalizi criminali da tempo osservati come attori protagonisti della illegalit\u00e0 ambientale.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Dopo aver devastato nei decenni passati importanti porzioni del nostro territorio nazionale grazie alla assenza di leggi adeguate, le ecomafie, come si diceva prima, scoprono i vantaggi di una scarsa e contraddittoria regolazione legislativa e di un inesistente deterrente sul piano repressivo sul fronte agroalimentare. In ci\u00f2 assistite da una normativa europea che sempre pi\u00f9 appare ispirata alla ambiguit\u00e0, alla scarsa trasparenza e alla tutela di interessi industriali poco o per niente attenti ai reali diritti dei consumatori. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Siamo di fronte ad una vera e propria strategia di omologazione delle produzioni all\u2019interno della quale le diversit\u00e0 e le peculiarit\u00e0 vengono vissute come un ingombrante fastidio di cui liberarsi. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">L\u2019Unione europea si dimostra ogni giorno di pi\u00f9 un vero e proprio \u201cfrullatore di identit\u00e0 e di culture, di saperi e di sapori\u201d che non riconosce e non protegge la qualit\u00e0, ma si acconcia alla quantit\u00e0 e alla legge del pi\u00f9 forte. Ne \u00e8 un esempio il grande e non risolto problema della etichettatura attraverso la quale si dovrebbero garantire la trasparenza dei percorsi di produzione e l\u2019identit\u00e0 dei cibi che arrivano sulle nostre tavole, o alle difficolt\u00e0 che ancora incontra la coltivazione biologica. E, al contrario, la progressiva e spesso surrettizia espansione dell\u2019Ogm vero grande nemico della qualit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">In questo quadro le produzioni locali, lascito della storia e della esperienza di chi ci ha preceduto, devono confrontarsi con l\u2019indifferenza o l\u2019ostilit\u00e0 di una burocrazia, nazionale ed europea, ormai autoreferenziale e spesso asservita agli obiettivi e alle strategie di vendita e di consumo delle multinazionali del cibo. In altri casi, la apparente tutela di particolari produzioni locali viene utilizzata come specchietto per le allodole nel tentativo di convincere l\u2019opinione pubblica di un interesse e di una protezione inesistenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"atitoloparagrafo\"><strong><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">La dimensione simbolica del cibo <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Oltre a rispondere ad un bisogno umano primario, il cibo abbraccia anche dimensioni simboliche e culturali. Quello del cibo \u00e8 un tema con ricadute economiche, sociali, ambientali, demografiche.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Il cibo \u00e8 il primo collegamento tra l&#8217;essere umano e la terra, \u00e8 connesso con i cicli ambientali ed inserisce l&#8217;uomo all&#8217;interno della catena alimentare.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">L&#8217;alimento, inoltre, \u00e8 storicamente lo specchio dei tempi. Lo \u00e8 in modo evidente nella sua dimensione sociale, espressa dalla condivisione e dalla convivialit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">L\u2019evoluzione delle dinamiche relative al consumo ed alla condivisione del cibo viaggia insieme ai pi\u00f9 generali mutamenti delle societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Oggi un pasto pu\u00f2 rappresentare la testimonianza della globalizzazione, dell\u2019affermazione del villaggio globale.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagraforidotto0\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">I cambiamenti nella cultura e nell\u2019etica modificano dunque la percezione degli alimenti. Non si tratta solo di reperibilit\u00e0 dei prodotti (legata, indirettamente, al loro prezzo), ma anche di sensibilit\u00e0 diffusa ed informazione. Una popolazione pi\u00f9 attiva rispetto al passato nella ricerca e nella maturazione di informazioni sui prodotti e sulla salute opera scelte alimentari pi\u00f9 consapevoli e complesse.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Il rapporto con il cibo \u00e8 oggi l\u2019intrecciarsi di diverse componenti: necessit\u00e0, piacere del mangiar bene, socialit\u00e0, consumo critico, sicurezza\/insicurezza rispetto alla qualit\u00e0 degli alimenti, responsabilit\u00e0 sociale nei confronti dell\u2019ambiente. Il rapporto con il cibo \u00e8 espressione dell\u2019identit\u00e0 e di uno stile di vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"atitoloparagrafo\"><strong><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue'; color: black; letter-spacing: -0.3pt;\">L\u2019impatto della crisi economica sui consumi alimentari<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">L\u2019industria alimentare italiana vale 6,8 miliardi di euro (dato 2012), che equivalgono a 10 volte il mercato delle pi\u00f9 ambite tecnologie del momento \u2013 computer, tablet, smartphone \u2013 e 3 volte il business del calcio.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Il settore alimentare, tradizionalmente anticiclico e quindi impermeabile ai periodi di crisi economica, negli anni pi\u00f9 recenti sta invece facendo registrare una battuta d\u2019arresto. Con il calo dei consumi interni, anche la produzione ha segnato una diminuzione. Nel 2012 il calo dei volumi prodotti dall\u2019industria alimentare \u00e8 stato dell\u20191,4%; il fatturato (130 miliardi) \u00e8 cresciuto complessivamente del 2,3% solo grazie all\u2019export (+8%).<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">E se il numero delle imprese del settore \u00e8 rimasto nell\u2019ultimo anno stabile (6.250), gli addetti sono invece diminuiti del 4% (406.000). Il comparto ha quindi in parte sub\u00ecto le conseguenze della crisi economica, pur mantenendosi decisamente pi\u00f9 solido rispetto agli altri settori industriali.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">A differenza dell\u2019export, i consumi alimentari interni mostrano una flessione. Il calo del 7,7% dei consumi alimentari dal 2007 al 2012 (dati Istat), suggerisce che oggi i beni alimentari rientrano tra i principali ammortizzatori delle crescenti spese delle famiglie e del loro ridotto potere d\u2019acquisto. Il consuntivo 2012 delle vendite alimentari fa segnare -0,6% sui dati grezzi e -0,4% sui dati destagionalizzati. Il primo semestre del 2013 ha fatto registrare un ulteriore calo. Accanto all\u2019accentuarsi della crisi non va dimenticato che nel 2012 i prezzi alimentari al consumo sono aumentati del 2,6%.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">I dati dell\u2019indagine Eurispes del 2013 (<i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Rapporto Italia 2013<\/i>) parlano di una riduzione generalizzata di quasi tutti i tipi di spesa, indice di una condizione di sofferenza delle famiglie. Si compra meno e di minor qualit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Nell\u2019ultimo anno l\u201986,7% degli italiani ha ridotto le spese per i pasti fuori casa, l&#8217;84,8% ha cambiato marca di un prodotto alimentare se pi\u00f9 conveniente. Il 72,6% ha cercato punti vendita pi\u00f9 economici per l\u2019acquisto di prodotti alimentari; nel 2012 riferiva di averlo fatto un ben pi\u00f9 contenuto 52,1%.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">In un contesto di crisi tangibile, gli \u00e0mbiti nei quali la quasi totalit\u00e0 degli italiani si sono impegnati per risparmiare sono in primo luogo quelli del superfluo \u2013 regali, viaggi, pasti fuori casa, tempo libero. Anche se in misura leggermente minore, gli italiani hanno rinunciato anche ad una parte delle spese per trattamenti estetici e di benessere e per le tanto amate apparecchiature tecnologiche. Rispetto a tutti questi ambiti, per i prodotti alimentari si riscontra una maggiore resistenza a risparmiare a scapito della qualit\u00e0, tuttavia la maggioranza afferma di averlo fatto.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Gli intervistati che hanno affermato di aver ridotto le proprie spese per i pasti fuori casa e per il tempo libero riferiscono nel 77,2% dei casi di sostituire sempre pi\u00f9 spesso la pizzeria\/ristorante con cene a casa tra amici (contro il 56,7% dell&#8217;anno precedente). Pi\u00f9 della met\u00e0 degli italiani ha preso l\u2019abitudine di portarsi il pranzo da casa nei giorni lavorativi (54,9%), mentre il 44,1% va pi\u00f9 spesso a pranzo\/cena da parenti\/genitori (erano il 35,4% un anno fa).<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Le difficolt\u00e0 economiche sembrano aver modificato molte abitudini della vita quotidiana degli italiani, anche in ambito alimentare, inducendo la maggioranza a prestare attenzione ai propri comportamenti di spesa ed adottare accorgimenti per limitare gli sprechi, anche in ambiti apparentemente poco rilevanti. In questo quadro di contrazione generalizzata delle spese al campione \u00e8 stato domandato, limitatamente all\u2019ambito delle spese non indispensabili, a quale non vorrebbe rinunciare. La spesa a cui agli italiani costerebbe di pi\u00f9 rinunciare sono i prodotti alimentari di qualit\u00e0 (36,5%). Al secondo posto si collocano gli spostamenti su mezzo privato (automobile, motoveicolo), indicati dal 18,2% del campione, al terzo i viaggi (11,5%).<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Questo risultato conferma come la cultura degli alimenti di qualit\u00e0 e della buona cucina sia ancora fortemente radicata, come da tradizione, nel nostro Paese.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Condotte ed abitudini si stanno tuttavia ridefinendo in relazione alla congiuntura economica. Negli ultimi 5 anni gli acquisti di prodotti alimentari hanno sub\u00ecto una flessione complessiva del 10%, pari a 20 miliardi di euro in meno. Esaminando le tipologie di prodotto, emerge un aumento nell&#8217;acquisto di pasta \u2013 bene economico che consente di mettere in tavola un pasto soddisfacente \u2013, cioccolato e gelati. In calo invece carne, salumi, frutta fresca, pesce, latticini, olio, prodotti decisamente pi\u00f9 costosi. La carne, che 5 anni fa pesava nella composizione del paniere alimentare per il 2,90%, \u00e8 ora scesa al 2,59%. La pasta, al contrario, \u00e8 aumentata dallo 0,58% allo 0,61%, tornando al centro dei consumi degli italiani come nei difficili anni del Dopoguerra (per oltre 10 milioni di italiani la pasta viene messa in tavola tutti i giorni). <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">La crisi economica ha quindi imposto agli italiani una ridefinizione del proprio paniere alimentare, con un taglio della quantit\u00e0 ed una selezione diversa rispetto al passato. La spesa \u00e8 pi\u00f9 ragionata, consapevole e prudente (da qui anche la riduzione degli sprechi).<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">In questa congiuntura la flessione appare pi\u00f9 di lungo periodo rispetto alle crisi del passato. Le abitudini degli italiani si stanno modificando sotto diversi punti di vista: la spesa si fa pi\u00f9 spesso (meno frequente la grande spesa settimanale al supermercato) ma comprando meno, limitando quindi lo spreco. Risulta in aumento la vendita dei prodotti pi\u00f9 economici e di quelli di alta qualit\u00e0, in calo quella di tutti i prodotti di fascia intermedia. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Tutto ci\u00f2 coincide con l\u2019allarme lanciato a suo tempo dall\u2019Eurispes sul progressivo impoverimento dei ceti medi, ovvero di quella fascia centrale della societ\u00e0 italiana che aveva legato anche alla qualit\u00e0 dell\u2019alimentazione la conferma del proprio avanzamento sociale.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Un\u2019indagine realizzata da Coldiretti nel 2013 conferma i cambiamenti nei comportamenti alimentari degli italiani come conseguenza della crisi. Un italiano su tre rinuncia al pasto completo a pranzo e si ferma al primo piatto; solo il 18% fa un pasto completo, il 9% si limita ad un panino.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Per le fasce di popolazione in maggiore difficolt\u00e0, d\u2019altra parte, si osserva un innegabile abbassamento della qualit\u00e0 dei cibi consumati. Ne \u00e8 prova la fioritura nelle citt\u00e0 italiane di negozi di frutta e verdura gestiti da egiziani, caratterizzati da prezzi bassi e qualit\u00e0 scadente: aperti 24 ore su 24, con un\u2019offerta di prodotti di seconda scelta, spesso sottoposti a controlli scarsi o con standard bassi, sostituiscono oggi molti piccoli negozi italiani.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Questo progressivo abbassamento del livello della qualit\u00e0 dei consumi alimentari favorisce l\u2019ingresso nel mercato di produzioni dall\u2019origine incerta.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Assistiamo ad una vera e propria opera di costante falsificazione: basti pensare all\u2019olio extravergine di oliva messo in vendita sugli scaffali dei supermercati a prezzi che si potrebbero considerare del tutto irrisori, se veramente il prodotto corrispondesse alla sua rappresentazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Anzi, ad osservare i prezzi offerti al pubblico, si potrebbe pensare che le aziende produttrici abbiano deciso di trasformarsi in veri e propri enti di beneficienza o di pubblica assistenza. Naturalmente, cos\u00ec non \u00e8, ma al consumatore viene data l\u2019illusione di non aver modificato gli standard qualitativi ai quali, nel tempo, si era abituato.<\/span><\/p>\n<p class=\"atitoloparagrafo\"><strong><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">L\u2019attenzione all\u2019alimentazione<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">In risposta a mutamenti culturali, ma anche a suggestioni di matrice eterogenea, l\u2019approccio degli italiani all\u2019alimentazione sta cambiando in modo evidente, bench\u00e9 talvolta contraddittorio.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Fattori come i canoni estetici condivisi, la diffusione della cultura del mangiar sano e della tutela della salute, la pressione della pubblicit\u00e0 e l\u2019influenza dei messaggi mediatici, i ritmi di vita e la struttura della famiglia, le condizioni economiche contribuiscono a determinare gli stili alimentari adottati dagli italiani. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">La maggiore attenzione a ci\u00f2 che si mangia deriva dunque da una concomitanza di fattori tra cui vanno annoverati la crisi economica e gli scandali alimentari, ma anche la tutela della salute e dell\u2019ambiente. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Tuttavia, tanto pi\u00f9 crescono l\u2019attenzione e i timori dei consumatori, tanto pi\u00f9 si fa intenso il bombardamento pubblicitario che impone il consumo di prodotti di origine industriale, la cui preparazione sfugge spesso ai pi\u00f9 elementari dettami della trasparenza. In molti casi basta un marchio dal nome suggestivo, che richiama a specifici territori e a specifiche tradizioni, per mascherare l\u2019utilizzo di materie prime di scarsa qualit\u00e0 provenienti magari da paesi lontani, nei quali i controlli e gli standard produttivi sono di livello notevolmente inferiore a quelli italiani.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Possiamo cos\u00ec consumare mozzarelle di bufala campana prodotte con latte congelato polacco o rumeno e pomodori pelati coltivati in Cina ma confezionati in Italia. O cos\u00ec come regolarmente accade per un famoso pastificio, che fa dell\u2019italianit\u00e0 una vera e propria bandiera e poi utilizza principalmente grano ucraino lavorato e confezionato in Turchia o in Grecia.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">A scatenare le maggiori ansie, che poi conducono ad un approccio ossessivo nei confronti del cibo, sono stati soprattutto casi come quello della \u201cmucca pazza\u201d, l\u2019aviaria, la carne di cavallo surrettiziamente mescolata a quella bovina nella preparazione di ripieni, le intossicazioni da mercurio presente nei pesci, i timori legati agli Ogm. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">I comportamenti alimentari hanno significati consci e inconsci. Il cibo che un individuo sceglie di mangiare costituisce per molti versi una carta d\u2019identit\u00e0, un segno di appartenenza (alla propria terra, ad esempio, o ad una categoria etica, come molti vegetariani, vegani, fruttariani) e di distinzione, una presa di distanza da condotte che non si condividono. Le scelte alimentari possiedono una componente affettiva e culturale, in alcuni casi fortemente etica.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">La falsificazione o l\u2019alterazione, quindi, oltre ad ingannare il consumatore sul piano della qualit\u00e0, lo tradiscono su quello della libera scelta e del diritto ad una informazione corretta e trasparente.<\/span><\/p>\n<p class=\"atitoloparagrafo\"><strong><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">La ricerca della qualit\u00e0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">In alcuni casi la maggiore attenzione all\u2019alimentazione rappresenta anche una riscoperta del valore culturale del cibo. Lo dimostrano il crescente interesse nei confronti del rapporto tra cibo e territorio e la diffidenza verso l\u2019industrializzazione eccessiva del settore agroalimentare.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">La diffusa esterofilia, che ha caratterizzato buona parte della popolazione italiana negli anni relativamente recenti dell\u2019invasione dei fast food sul modello americano prima e dell\u2019etnico generico poi, sembra ora in ribasso rispetto alla predilezione per il Made in Italy. Bench\u00e9 le diverse mode portino molti italiani alla sperimentazione culinaria, la maggioranza dei nostri connazionali appare propensa ad affidarsi ai sapori nazionali, locali, regionali, come pi\u00f9 certa garanzia di qualit\u00e0 e di affidabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Gli ultimi anni raccontano una innegabile diffusione della cultura del mangiar sano, amplificata dallo spazio su Tv e giornali dei consigli dei nutrizionisti.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Se i consumi alimentari rimangono fermi in questa difficile congiuntura, quelli di nicchia (biologici, di origine controllata e protetta, equo solidali, ecc.) segnano invece un incremento: nelle scelte di molti italiani la qualit\u00e0 prevale sulla quantit\u00e0. Il 70% degli italiani afferma di acquistare almeno il 20% degli alimenti biologici. Tra le motivazioni per l&#8217;acquisto di cibi bio, il 71% cita la tutela della salute, il 46% la tutela dell\u2019ambiente, il 40% il gusto, il 20% il benessere degli animali. Pi\u00f9 del 70% si dice \u201cmolto preoccupato\u201d dall\u2019inquinamento dell\u2019aria e dell\u2019acqua e dai pesticidi nel cibo (fonte Ocse).<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">L\u2019indagine contenuta nel Rapporto Italia 2012 dell\u2019Eurispes indica che il 77,6% degli italiani nell\u2019acquisto di prodotti alimentari privilegia il Made in Italy. Il 46,4% compra spesso prodotti con marchio Dop-Igp-Doc. Il 76,8% controlla l\u2019etichettatura di provenienza dei prodotti. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Nell\u2019ambito di questa tendenza va letta anche la crescita dei farmer&#8217;s market e della spesa a km zero, il cui successo testimonia la sensibilit\u00e0 verso il rispetto della stagionalit\u00e0 dei prodotti. Lo dimostrano gli 8.400 punti vendita in Italia che aderiscono alla Campagna Amica promossa da Coldiretti ed i Mercati della terra di Slow Food. Queste iniziative rappresentano il tentativo di riavvicinare citt\u00e0 e campagna, di accorciare la filiera, di riscoprire prodotti di stagione e territorio, di promuovere consumi alimentari consapevoli e responsabili.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">I princ\u00ecpi cardine sono il rispetto della stagionalit\u00e0 e la volont\u00e0 di sfruttare le peculiarit\u00e0 del territorio. Non \u00e8 un caso se questo settore dell&#8217;alimentare risulta meno in crisi rispetto agli altri. Nel 2012 gli acquisti diretti di prodotti alimentari dai produttori hanno conosciuto un incremento del 40%. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Sta quindi emergendo una rinnovata cultura del cibo. \u00c8 una mentalit\u00e0 che si pu\u00f2 definire Slow food \u2013 come l\u2019associazione internazionale fondata in Italia da Carlo Petrini in contrapposizione allo stile alimentare del Fast food, la cui filosofia si basa sull&#8217;educazione al gusto, al piacere del cibo, alla difesa delle tradizioni agricole locali dall\u2019omologazione e dalle manipolazioni genetiche. <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Ma i segnali della crescente attenzione nei confronti del cibo di qualit\u00e0 e dell\u2019alimentazione sono molteplici. L\u2019edizione 2012 di Cibus, Salone Internazionale dell\u2019alimentazione, a Parma, sui temi dell\u2019alimentazione equilibrata e genuina e sul Made in Italy, ha fatto registrare un grande successo: 63.000 visitatori, 1.000 giornalisti accreditati, 2.300 aziende espositrici (tra cui ben 350 aziende di prodotti biologici). <\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Tutte espressioni che favoriscono lo sviluppo di un processo culturale oltre che commerciale.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">Ma proprio questa riscoperta della qualit\u00e0, delle produzioni locali, dei vantaggi del chilometro zero, della stagionalit\u00e0, del consumo consapevole \u00e8 considerata il vero nemico da combattere per le multinazionali del cibo, il cui obiettivo rimane pur sempre quello della eliminazione delle differenze e delle peculiarit\u00e0 per affermare quel processo di omologazione e di assoggettamento che ci renda tutti buone, obbedienti, sostituibili, silenziose vittime o inconsapevoli complici.<\/span><\/p>\n<p class=\"atestoparagrafo\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue';\">&nbsp;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGROMAFIE 2\u00b0Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia Introduzione di Gian Maria Fara, Presidente del\u2019Eurispes &nbsp; 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